Descrizione
Palazzo Trinci, sede del Museo della Città, è il più famoso dei palazzi del centro storico di Foligno, oltre che una delle più interessanti dimore tardogotiche dell’Italia centrale.
Nel XIV secolo la famiglia Trinci – che governò la città tra il 1305 e il 1439 – era già proprietaria di un palazzo che si affacciava sulla piazza grande e acquistando altri palazzi e le torri confinanti, crearono un unico grande complesso signorile. Successivamente fu poi la dimora dei governatori pontifici fino al 1860.
Il palazzo, più volte danneggiato anche a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, ha visto importanti restauri durante il Novecento. La facciata è stata realizzata nell’Ottocento su progetto dell’architetto Odoardo Poggi, modificato da Sigismondo Ferretti.
Internamente il cortile, utilizzato dalla città per eventi e occasioni culturali, presenta un porticato su tre lati, mentre il quarto lato è adibito alla scalinata neogotica, costruita nel 1927, che conduce al Museo della Città inaugurato nel 2000. Il complesso museale comprende:
- Pinacoteca
- Museo Archeologico
- Museo dell’Istituzione Comunale
- Museo Multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi
La trecentesca scala gotica, attualmente interna al Palazzo, è l’antico ingresso e funge da raccordo verticale tra le varie parti dell’edificio
Attraverso la scala si raggiunge il piano nobile, voluto da Ugolino III Trinci, a partire dalla loggia di Romolo e Remo, affrescata con la leggenda della fondazione di Roma.
Nei primi anni Duemila, grazie al rinvenimento di un taccuino settecentesco, il "Taccuino Coltellini” che riporta la trascrizione di un antico documento del 1411- 1412, è stato possibile attribuire gli affreschi a Gentile da Fabriano e ai suoi collaboratori.
Si prosegue con la Camera delle Rose, o Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti che mostra, con un complesso intreccio di affreschi con rimandi simbolici, l’uomo e il tempo attraverso le Arti del Trivio e del Quadrivio, (Retorica, Aritmetica, Astronomia, Geometria, Musica, Dialettica, Grammatica unite alla Filosofia), la Filosofia e i Sette pianeti.
È nella Sala degli Imperatori o dei Giganti , adibita originariamente a sala pubblica, che la grandezza di Roma celebra i suoi fasti. Inscritto al centro di ogni arcata, un grande dell’antica Roma viene mostrato a esempio di grandezza e di virtù.
Tornando nella Loggia e salendo tre gradini si incontra la Cappella affrescata da Ottaviano Nelli, con Storie della vita della Vergine, datata 1424.
Uscendo si trova il Salone Sisto IV, realizzato nel 1477 e facente parte delle ristrutturazioni volute dal Pontefice. Il suo stemma, quello dei Della Rovere (fronde e ghiande di quercia) appare al centro del soffitto ligneo.
L'architettura
Vicende costruttive
La centralità della posizione di Palazzo Trinci all'interno della piazza Grande viene raggiunta solo con l'affermazione politica dei signori folignati.
La residenza dei Trinci trae l’aspetto attuale da diverse modifiche avvenute nel tempo. Il primo nucleo è costituito dalle abitazioni databili tra prima metà del XIII – prima metà XIV secolo, di proprietà del ricco mercante Giovanni Ciccarelli De’ Zitelli. Sarà Ugolino III Trinci ad acquistare da Giacomo Ciccarelli De’ Zitelli gli edifici che trasformerà in questo mirabile complesso del gotico cortese. Il palazzo si sviluppa intorno ad un grande cortile principale e due minori. La corte con pozzo presenta la Scala Gotica, raccordo verticale tra i tre livelli dell’edificio e perno strutturale attorno cui ruota l’organizzazione degli spazi decorata con disegni geometrici. Le case nuove dei Trinci, opera presumibilmente di maestranze lombarde, assolvono le diverse funzioni di abitazione privata e spazio riservato alle attività mercantili (piano nobile e i fondaci) e luogo di esercizio del potere e della vita pubblica cittadina (stanze del secondo piano). La stele di Amore e Psiche, opera marmorea romana appartenente alla collezione archeologica dei Trinci, attesta che i lavori di ristrutturazione del palazzo iniziarono nel 1389 e si conclusero nel 1407. Le fasi evolutive del palazzo, più che all'esterno, dove il volto medioevale è stato interamente negato dal pesante rivestimento di epoca neoclassica, si colgono all'interno, che presenta un'articolazione frammentata e irregolare. In seguito venne costruito un grande scalone esterno per consentire l'accesso alle sale pubbliche diverso da quello attuale realizzato nel 1927 da Cesare Bazzani. A questa fase costruttiva appartiene anche la costruzione della Sala degli Imperatori. Al tempo di Ugolino risalgono anche i due cavalcavia: uno collegava il Palazzo nuovo a quello delle Canoniche, già dimora dei Trinci divenuta sede dei loro vicari; l'altro, abbattuto nel XVIII secolo congiungeva il Palazzo con il Palazzo del Podestà Con i successori di Ugolino, risolti ormai i problemi costruttivi, si procederà solo a lievi modifiche della struttura globale.
La scala gotica
La scala gotica, costruita attorno al 1390-1400, è l’antico ingresso del palazzo. Ruota intorno al cortile con pozzo e funge da raccordo verticale tra le parti più antiche dell'edificio, di forme ancora romaniche, e quelle costruite ex-novo e già improntate al nuovo gusto gotico. Prima della copertura con soffitto l’ambiente era esterno, come ci testimoniano le finestre e i discendenti, oltre alla cisterna per la raccolta delle acque piovane
La scala si compone di tre rampe, coperte da volte a crociera. La superficie muraria del chiostro e della scala era ricoperta da affreschi ornamentali, oggi in gran parte perduti. Le parti pittoriche superstiti, realizzate con pochi colori contrastanti, ripetono i motivi prospettici e ornamentali felicemente inaugurati nel ciclo giottesco della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi (fine del XIII secolo) e in seguito più volte riutilizzati in ambiente locale, ma anche nell'Italia del Nord, dove divengono patrimonio comune delle maestranze attive nei più diversi cantieri. Gli affreschi sono databili agli stessi anni delle strutture architettoniche e vanno ricondotti alla committenza di Giovanni Ciccarelli, dal quale Ugolino Trinci acquista il nucleo iniziale del futuro palazzo dinastico. Ugolino III, dimostrando lungimiranza e rispetto per il lavoro svolto dal suo predecessore, conserva la parte già ristrutturata, salvandone anche gli affreschi e mettendola ben presto in collegamento con le nuove ali da lui edificate fra 1407 e 1411
Le sale affrescate
Gli ambienti monumentali affrescati si trovano al secondo piano del Palazzo.
Nei primi anni Duemila, grazie al rinvenimento del settecentesco "Taccuino Coltellini” che riporta la trascrizione di un antico documento del 1411- 1412, è stato possibile individuare gli autori degli affreschi: un gruppo di artisti provenienti dal Nord Italia tra cui il maestro Gentile da Fabriano, formatosi prima a Pavia e poi a Venezia.
In cima alla scala si trova un ampio vano, la Sala di Sisto IV, dal nome del Pontefice che nel 1475 fece rifare il soffitto ligneo su cui compare il suo stemma. È decorata da affreschi con motivi ornamentali e figurati della fine del Quattrocento a metà del Cinquecento, ampiamente restaurati nel 1930. Sul lato opposto la Loggia di Romolo e Remo ritare la vita dei leggendari fondatori di Roma, ai quali i Trinci volevano idealmente ricollegarsi. La vicina Cappella è ricoperta di affreschi di Ottaviano Nelli datati 1424. Dalla Loggia si accede alla Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti e al vicino Corridoio, in realtà "ponte sospeso", che collegava il Palazzo con la Cattedrale. Proseguendo si accede alla Sala degli Imperatori o dei Giganti, in cui si ammirano quindici delle venti originarie figure monumentali di grandi personaggi della storia romana.
La Loggia
Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti
Nella Camera delle Rose o Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti vengono rappresentati, con un complesso intreccio di affreschi con rimandi simbolici, l’uomo e il tempo attraverso le Arti del Trivio, del Quadrivio, la Filosofia e i Sette pianeti. Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno, Sole, seguendo l’ordine dei giorni della settimana, sovrintendono ognuno a una fase della vita umana che viene raffigurata all’interno di dischi concentrici, dove la posizione del sole nel cielo indica l’ora del giorno.
Nella parete nord della Sala sono raffigurate le Arti del Trivio (Grammatica, Dialettica, Retorica) e del Quadrivio (Aritmetica, Musica, Geometria e Astrologia), secondo un ordine gerarchico di apprendimento che conduce al punto di arrivo di ogni sapere umano, la Filosofia, che trionfa al centro della parete opposta alla finestra.
Il Corridoio
La Cappella
Sala Sisto IV
La collezione archeologica dei Trinci
Fu Ugolino Trinci ad iniziare la raccolta archeologica tenendo conto degli insegnamenti dell'umanista Francesco da Fiano. I pezzi, riconducibili all’epoca tra IV secolo a.C. e il III sec. d.C., trattano tematiche laiche a lui care come lo scorrere del tempo: le sette teste di età romana raffiguranti volti di divinità o di imperatori, rappresentano infatti le sette età dell’uomo, mentre il Rilievo del Circo con la corsa delle quadrighe sta a significare lo scorrere veloce della vita. Molti pezzi sono purtroppo andati perduti.
La stele con Amore e Psiche é scolpita in un marmo di età imperiale romana (metà del II sec. d.C) e presenta una iscrizione fatta eseguire da Ugolino Trinci per la sistemazione della domus voluta tra il 1389 e il 1407.
Nella Loggia, tra gli affreschi che celebrano il mito della Fondazione di Roma, é collocato un bassorilievo di età imperiale con le immagini di Ermes e l'ariete (II - III sec. d.C.).
Collocate inizialmente sulla facciata esterna della Loggia nova, che si affacciava sulla piazza proprio di fronte alla Cattedrale, sono sette teste di età romana raffiguranti volti di divinità come Zeus o di imperatori come Adriano.
Il Rilievo del Circo rappresenta una corsa di quadrighe nel Circo Massimo di Roma. La lastra venne fatta tra la fine del III - inizi IV secolo d.C. Il circo è ricordato da Tertulliano come simbolo del trascorrere della vita. I dodici carceres, i sette giri che compiono le bighe, fanno riferimento al trascorrere del tempo e quindi al trascorrere della vita, costretta ad una corsa, ma sempre breve.
Il piccolo sarcofago a Lenos (III sec. d.C.) era sistemato sul cavalcavia tra il Palazzo e la Cattedrale. Rappresenta alcuni putti che sostengono un loro compagno di giochi, forse colto da malore.
Altro pezzo sul tema dello scorrere dl tempo è il piccolo sarcofago a cassa con eroi su carri.
Sala Giuseppe Piermarini
Una sala del Palazzo Trinci è dedicata all’architetto Giuseppe Piermarini che nacque a Foligno nel 1734 e che, oltre ad operare nella sua città natale dandole lustro e magnificenza, per la sua grande maestria, ebbe incarichi importanti fino a realizzare il Teatro alla Scala di Milano.
In occasione del centenario della sua morte, nel 1908, Foligno volle dedicare uno spazio al suo architetto all’interno del palazzo più prestigioso della città. Una lapide esposta ne ricorda l’evento.
Scritti, disegni, strumenti da lavoro oltre a un suo busto in gesso e due ritratti a stampa ci permettono di entrare nella vita dell’illustre progettista.
Il suo lavoro più importante, il Teatro alla Scala di Milano, realizzato tra 1776 e 1778 per Maria Teresa d’Austria, è documentato con tre stampe del 1789 e con la riproduzione in due plastici (1996 - 1998) della facciata esterna e dell’interno.
English
Trinci Palace
However, upon entering the gate, a large courtyard opens up, partially reconstructed after the bombings of World War II, transporting visitors to earlier eras.
The staircase leads to the City Museum, inaugurated in 2000, a complex that includes:
- The Civic Art Gallery
- The Archaeological Museum
- The Municipal Institution Museum
- The Multimedia Museum of Tournaments, Jousts and Games
Giuseppe Piermarini Hall
A room in Trinci Palace is dedicated to the architect Giuseppe Piermarini, born in Foligno in 1734. In addition to contributing to his hometown’s prestige and magnificence, Piermarini, due to his great skill, received significant commissions, culminating in the construction of La Scala in Milan. On the centenary of his death in 1908, Foligno decided to dedicate a space to him within the city’s most prestigious palace. A plaque displayed in the room commemorates this event.
The room contains writings, drawings, work tools, as well as a plaster bust and two printed portraits, allowing visitors a glimpse into the life of this illustrious architect. His most important work, La Scala in Milan, built between 1776 and 1778 for Maria Theresa of Austria, is documented with three period prints and two models (1996 - 1998) reproducing the external facade and interior.
Français
Le Palais Trinci - Le Musée de la Ville
Palais Trinci est l'une des résidences nobles historiques les plus intéressantes et les mieux conservées d'Italie.
Le palais a été construit en style gothique tardif entre 1389 et 1407, sur ordre du vicaire papal Ugolino Trinci. La famille Trinci a régné sur la ville de 1305 à 1439. Sous leur direction, Fulginium (l'ancien nom de Foligno au Moyen Âge) a connu une période de grande expansion territoriale et de développement culturel prospère, soumettant des villes comme Spello, Montefalco, Assisi, Bevagna, Trevi et Nocera.
À la fin du domaine des Trinci en 1439, le palais devient le siège des gouverneurs pontificaux et conserve cette fonction jusqu'à l'unification de l'Italie. Par la suite, il a abrité les bureaux du tribunal local, des Biens de l'État et du Monopole, ainsi que le poste de police financière.
Après le tremblement de terre de 1831-32 et les bombardements de la Seconde Guerre mondiale, le palais a subi de graves dommages. La façade néoclassique moderne a été construite après le séisme; après la Seconde Guerre mondiale, la façade arrière a été reconstruite.
Depuis 1927, le palais appartient à la commune (la même année, l'escalier extérieur a été construit sur un projet de Cesare Bazzani); ensuite, la résidence a subi des restaurations pendant plusieurs années, jusqu'en 1950. En 1985, elle a été fermée en raison de l'effondrement d'une partie du toit; la dernière restauration a permis de sauver la plupart des structures et des grandes fresques.
Le palais a été rouvert en 1997 et est maintenant le musée de la ville. Il est divisé en différentes sections:
- La galerie d'art
- Le musée archéologique
- Le musée municipal
- Le musée multimédia des tournois de courses de chevaux
L'escalier gothique
L'escalier est décoré avec des motifs géométriques à trompe l'œil, il fait partie du noyau originel du palais, un temps de propriété du riche marchand Giovanni Ciccarelli et que Ugolino Trinci achète pour en faire son palais dynastique.
Autour de l’escalier, qui au rez-de-chaussée conserve encore un puits désaffecté, tourne l’ensemble du complexe architectural avec le but de relier les parties plus ancienne du bâtiment des formes encore romaines avec celles bâties ex-novo déjà marquées au goût gothique.
L'escalier est l’un des éléments les plus fascinants du bâtiment car il nous offre, avec ses arcs-boutants et ses voûtes de croisière, une série de perspectives et de vues toujours différentes.
Les fresques du palais
Le Palais est décoré avec de magnifiques fresques gothiques tardives, œuvre de Gentile da Fabriano et des ses collaborateurs, réalisés entre 1411 - 1412, qui se trouvent à l'étage noble. On peut admirer des fresques représentant Romulus et Rémus dans la Loggia, le cycle de l’âge de l’homme dans le couloir reliant le palais à la cathédrale, la Salle des Empereurs ou des Géants, avec des personnages de l’histoire ancienne, en particulier l’époque romaine. Dans la salle utilisée comme Studium, on trouve des fresques des arts libéraux et des planètes. La chapelle palatine avec les Histoires de la Vierge est réalisée par Ottaviano Nelli de Gubbio. On peut voir sa signature ainsi que la date du 25 février 1424.
La chapelle
La chapelle a une inscription sur le mur au-dessus de l'autel qui nous permet de connaître la date et l'auteur: elle a été commandée par Corrado Trinci, fils d'Ugolino, en 1424, et peinte par Ottaviano Nelli de Gubbio. Les scènes racontent les épisodes de la vie de la Vierge Marie et sont tirées des Évangiles apocryphes et de la Légende dorée de Jacopo da Varazze.
Le récit commence dans les voiles, où l'on reconnaît la naissance de Marie. Il se poursuit comme une spirale dans les lunettes, où l'on peut voir la scène du mariage de la Vierge et l'annonce de la naissance de Jésus. Au-dessus de l'autel, les épisodes de la naissance de Jésus et de l'Adoration des mages. L'histoire se termine par la mort (Dormition) puis l'Assomption au ciel de Marie. Derrière l'autel entourent la Crucifixion les Saints proches de la famille, dont Saint Feliciano, patron de Foligno, et Saint François d'Assise recevant les Stigmates.
Salle des arts
Lorsque, dans la première décennie du XVe siècle, les Trinci voulurent donner un signe tangible de leur prestige dans la représentation du nouveau, ils reprirent cet étrange discours des étoiles qui sont l'idée de l'espace et définissent par leurs mouvements la tournure du temps. Dans la Salle des Arts et des Planètes, les figures symboliques des sept planètes - Lune, Mars, Mercure, Jupiter, Vénus, Saturne, Soleil - étaient représentées, en suivant l'ordre des jours de la semaine. Chaque planète supervise une phase de la vie humaine qui est représentée à l'intérieur de disques concentriques où, dans la zone centrale, l'Air, le Soleil et la Lune définissent un moment précis de la journée.
Sur le mur nord de la salle, les arts du Trivium (grammaire, dialectique, rhétorique) et les arts du Quadrivium (arithmétique, musique, géométrie et astrologie) sont représentés, selon un ordre hiérarchique d'apprentissage qui mène à la culmination de toutes les connaissances humaines, la philosophie, qui triomphe au centre du mur opposé à la fenêtre. Chaque planète influence une phase de la vie humaine, à chaque phase de la vie humaine correspond, dans l'échelle de l'apprentissage, une discipline différente, chaque discipline étant similaire dans ses propriétés à l'une des sphères célestes.
Le corridor
Le corridor est un "pont suspendu" qui relie le palais à la cathédrale de San Feliciano. Les figures fragmentaires de onze héros de l'Antiquité (Josué, David, Judas Maccabée, Hector, Jules César, Alexandre le Grand, le roi Arthur, Charle le Grand, Godefroy de Bouillon, Romulus, Scipion Africanus), représentées sur le mur nord, et les sept âges de l'homme représentés sur le mur opposé, sont également l'œuvre de Gentile Da Fabriano et de ses collaborateurs. Visible sur le serti sous le plâtre, une fresque monochrome se référant à la décoration précédente, avec le même thème de l'Âge de l'Homme de l'école de peinture de Foligno datèè du dèbut du XVe siècle.
La Salle des Géants
La Salle des Empereurs ou des Géants était la salle utilisée comme salle publique à l'époque du gouvernement de la famille Trinci. On peut y admirer quinze des vingt figures monumentales originales représentant de grands personnages de l'histoire romaine. Le cycle, peint à fresque avec des thèmes profanes après la découverte du Taccuino Coltellini, est attribué à Gentile da Fabriano et à ses collaborateurs et daté de 1411-1412.

















