Palazzo Trinci – Museo della Città

Palazzo Trinci, sede del Museo della Città, è il più famoso dei palazzi del centro storico di Foligno, oltre che una delle più interessanti dimore tardogotiche dell’Italia centrale

Descrizione

Palazzo Trinci, sede del Museo della Città, è il più famoso dei palazzi del centro storico di Foligno, oltre che una delle più interessanti dimore tardogotiche dell’Italia centrale.

Nel XIV secolo la famiglia Trinci – che governò la città tra il 1305 e il 1439 – era già proprietaria di un palazzo che si affacciava sulla piazza grande e acquistando altri palazzi e le torri confinanti, crearono un unico grande complesso signorile. Successivamente fu poi la dimora dei governatori pontifici fino al 1860.

Il palazzo, più volte danneggiato anche a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, ha visto importanti restauri durante il Novecento. La facciata è stata realizzata nell’Ottocento su progetto dell’architetto Odoardo Poggi, modificato da Sigismondo Ferretti.

Internamente il cortile, utilizzato dalla città per eventi e occasioni culturali, presenta un porticato su tre lati, mentre il quarto lato è adibito alla scalinata neogotica, costruita nel 1927, che conduce al Museo della Città inaugurato nel 2000. Il complesso museale comprende:

La trecentesca scala gotica, attualmente interna al Palazzo, è l’antico ingresso e funge da raccordo verticale tra le varie parti dell’edificio

Attraverso la scala si raggiunge il piano nobile, voluto da Ugolino III Trinci, a partire dalla loggia di Romolo e Remo, affrescata con la leggenda della fondazione di Roma.

Nei primi anni Duemila, grazie al rinvenimento di un taccuino settecentesco, il "Taccuino Coltellini” che riporta la trascrizione di un antico documento del 1411- 1412, è stato possibile attribuire gli affreschi a Gentile da Fabriano e ai suoi collaboratori.

Si prosegue con la Camera delle Rose, o Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti che mostra, con un complesso intreccio di affreschi con rimandi simbolici, l’uomo e il tempo attraverso le Arti del Trivio e del Quadrivio, (Retorica, Aritmetica, Astronomia, Geometria, Musica, Dialettica, Grammatica unite alla Filosofia), la Filosofia e i Sette pianeti.

È nella Sala degli Imperatori o dei Giganti , adibita originariamente a sala pubblica, che la grandezza di Roma celebra i suoi fasti. Inscritto al centro di ogni arcata, un grande dell’antica Roma viene mostrato a esempio di grandezza e di virtù. 

Tornando nella Loggia e salendo tre gradini si incontra la Cappella affrescata da Ottaviano Nelli, con Storie della vita della Vergine, datata 1424.

Uscendo si trova il Salone Sisto IV, realizzato nel 1477 e facente parte delle ristrutturazioni volute dal Pontefice. Il suo stemma, quello dei Della Rovere (fronde e ghiande di quercia) appare al centro del soffitto ligneo.

Audio

Vicende costruttive

La centralità della posizione di Palazzo Trinci all'interno della piazza Grande viene raggiunta solo con l'affermazione politica dei signori folignati.

La residenza dei Trinci trae l’aspetto attuale da diverse modifiche avvenute nel tempo. Il primo nucleo è costituito dalle abitazioni databili tra prima metà del XIII – prima metà XIV secolo, di proprietà del ricco mercante Giovanni Ciccarelli De’ Zitelli. Sarà Ugolino III Trinci ad acquistare da Giacomo Ciccarelli De’ Zitelli gli edifici che trasformerà in questo mirabile complesso del gotico cortese. Il palazzo si sviluppa intorno ad un grande cortile principale e due minori. La corte con pozzo presenta la Scala Gotica, raccordo verticale tra i tre livelli dell’edificio e perno strutturale attorno cui ruota l’organizzazione degli spazi decorata con disegni geometrici. Le case nuove dei Trinci, opera presumibilmente di maestranze lombarde, assolvono le diverse funzioni di abitazione privata e spazio riservato alle attività mercantili (piano nobile e i fondaci) e luogo di esercizio del potere e della vita pubblica cittadina (stanze del secondo piano). La stele di Amore e Psiche, opera marmorea romana appartenente alla collezione archeologica dei Trinci, attesta che i lavori di ristrutturazione del palazzo iniziarono nel 1389 e si conclusero nel 1407. Le fasi evolutive del palazzo, più che all'esterno, dove il volto medioevale è stato interamente negato dal pesante rivestimento di epoca neoclassica, si colgono all'interno, che presenta un'articolazione frammentata e irregolare. In seguito venne costruito un grande scalone esterno per consentire l'accesso alle sale pubbliche diverso da quello attuale realizzato nel 1927 da Cesare Bazzani. A questa fase costruttiva appartiene anche la costruzione della Sala degli Imperatori. Al tempo di Ugolino risalgono anche i due cavalcavia: uno collegava il Palazzo nuovo a quello delle Canoniche, già dimora dei Trinci divenuta sede dei loro vicari; l'altro, abbattuto nel XVIII secolo congiungeva il Palazzo con il Palazzo del Podestà  Con i successori di Ugolino, risolti ormai i problemi costruttivi, si procederà solo a lievi modifiche della struttura globale.

La scala gotica, costruita attorno al 1390-1400, è l’antico ingresso del palazzo. Ruota intorno al cortile con pozzo e funge da raccordo verticale tra le parti più antiche dell'edificio, di forme ancora romaniche, e quelle costruite ex-novo e già improntate al nuovo gusto gotico. Prima della copertura con soffitto l’ambiente era esterno, come ci testimoniano le finestre e i discendenti, oltre alla cisterna per la raccolta delle acque piovane

La scala si compone di tre rampe, coperte da volte a crociera. La superficie muraria del chiostro e della scala era ricoperta da affreschi ornamentali, oggi in gran parte perduti. Le parti pittoriche superstiti, realizzate con pochi colori contrastanti, ripetono i motivi prospettici e ornamentali felicemente inaugurati nel ciclo giottesco della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi (fine del XIII secolo) e in seguito più volte riutilizzati in ambiente locale, ma anche nell'Italia del Nord, dove divengono patrimonio comune delle maestranze attive nei più diversi cantieri. Gli affreschi sono databili agli stessi anni delle strutture architettoniche e vanno ricondotti alla committenza di Giovanni Ciccarelli, dal quale Ugolino Trinci acquista il nucleo iniziale del futuro palazzo dinastico. Ugolino III, dimostrando lungimiranza e rispetto per il lavoro svolto dal suo predecessore, conserva la parte già ristrutturata, salvandone anche gli affreschi e mettendola ben presto in collegamento con le nuove ali da lui edificate fra 1407 e 1411

Gli ambienti monumentali affrescati si trovano al secondo piano del Palazzo.

Nei primi anni Duemila, grazie al rinvenimento del settecentesco "Taccuino Coltellini” che riporta la trascrizione di un antico documento del 1411- 1412, è stato possibile individuare gli autori degli affreschi: un gruppo di artisti provenienti dal Nord Italia tra cui il maestro Gentile da Fabriano, formatosi prima a Pavia e poi a Venezia.

In cima alla scala si trova un ampio vano, la Sala di Sisto IV, dal nome del Pontefice che nel 1475 fece rifare il soffitto ligneo su cui compare il suo stemma. È decorata da affreschi con motivi ornamentali e figurati della fine del Quattrocento a metà del Cinquecento, ampiamente restaurati nel 1930. Sul lato opposto la Loggia di Romolo e Remo ritare la vita dei leggendari fondatori di Roma, ai quali i Trinci volevano idealmente ricollegarsi. La vicina Cappella è ricoperta di affreschi di Ottaviano Nelli datati 1424. Dalla Loggia si accede alla Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti e al vicino Corridoio, in realtà "ponte sospeso", che collegava il Palazzo con la Cattedrale. Proseguendo si accede alla Sala degli Imperatori o dei Giganti, in cui si ammirano quindici delle venti originarie figure monumentali di grandi personaggi della storia romana.

 

La Loggia

La Loggia, in passato ambiente all'aperto, è affrescata con storie legate alle origini mitiche di Roma, dall'unione tra Rea Silvia e il dio Marte fino alla fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo. Ogni singolo episodio è commentato da versi, oggi visibili in modo frammentario, trascritti dall'erudito Ludovico Jacobilli.Qui la firma di Gentile da Fabriano è riconoscibile da alcuni tratti tipici del pittore, come l'ornamento a mezzaluna sulla fronte del cavallo nella scena dell'esecuzione di Rea Silvia, identico a un particolare dell'Adorazione dei Magi agli Uffizi (1423).

Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti

Nella Camera delle Rose o Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti vengono rappresentati, con un complesso intreccio di affreschi con rimandi simbolici, l’uomo e il tempo attraverso le Arti del Trivio, del Quadrivio, la Filosofia e i Sette pianeti. Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno, Sole, seguendo l’ordine dei giorni della settimana, sovrintendono ognuno a una fase della vita umana che viene raffigurata all’interno di dischi concentrici, dove la posizione del sole nel cielo indica l’ora del giorno.

Nella parete nord della Sala sono raffigurate le Arti del Trivio (Grammatica, Dialettica, Retorica) e del Quadrivio (Aritmetica, Musica, Geometria e Astrologia), secondo un ordine gerarchico di apprendimento che conduce al punto di arrivo di ogni sapere umano, la Filosofia, che trionfa al centro della parete opposta alla finestra.

Il Corridoio

Il Corridoio è un "ponte sospeso" che collega il Palazzo alla Cattedrale di San Feliciano e che veniva utilizzato in passato per accedere alle abitazioni costruite sulla navata laterale della chiesa. Oggi collega il palazzo al Museo Capitolare Diocesano.
Sempre di Gentile Da Fabriano e della sua scuola sono le figure frammentarie di undici eroi dell'antichità (Giosuè, David, Giuda Maccabeo, Ettore, Giulio Cesare, Alessandro Magno, Re Artù, Carlo Magno, Goffredo di Buglione, Romolo, Scipione l'Africano), raffigurati sulla parete nord, e le Sette Età dell'Uomo sulla parete opposta. Visibile sull'arriccio sottostante l'intonaco un affresco a monocromo riferito alla  precedente decorazione, con lo stesso tema dell'Età dell'Uomo di scuola pittorica folignate datato inizi Quattrocento.
La Sala degli Imperatori o dei Giganti
La Sala degli Imperatori o dei Giganti era l'ambiente destinato a sala pubblica al tempo del governo della famiglia Trinci. Qui si ammirano, raffigurate con abiti tardogotici, quindici delle venti originarie figure monumentali di grandi personaggi dell’antica Roma, esempi di virtù, coraggio, abilità politica e amore per la patria.

La Cappella

La Cappella presenta un'iscrizione sulla parete sopra l'altare che permette di conoscere datazione e autore: fu fatta realizzare da Corrado Trinci, figlio di Ugolino, nel 1424, ed è dipinta da Ottaviano Nelli da Gubbio. Le scene raccontano gli Episodi della Vita della Vergine Maria e sono tratte dai Vangeli Apocrifi e dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze.
La narrazione inizia nella vele, dove si riconosce la Nascita di Maria, e prosegue come una spirale nelle lunette, dove si riconoscono la scena dello Sposalizio della Vergine e dell'Annunciazione della Nascita di Gesù. Sopra l'altare gli episodi della Nascita di Gesù e dell'Adorazione dei Magi. La storia si conclude con la morte e poi con l'Assunzione al cielo di Maria. Dietro l'altare attorniano la Crocifissione i Santi vicini alla famiglia, tra cui San Feliciano, patrono di Foligno, e San Francesco d'Assisi che riceve le Stimmate.

Sala Sisto IV

La Sala Sisto IV risale all'intervento di Papa Sisto IV, al secolo Francesco della Rovere, nel 1475.
Nel 1476, mentre la peste imperversava a Roma, il pontefice stesso decise di soggiornare nel palazzo per un lungo periodo. Al centro del soffitto ligneo è possibile osservare lo stemma del pontefice, a cui si accosta il motivo della famiglia Della Rovere: foglie e ghiande di quercia.
Successivamente, il restauro del salone fu effettuato durante il pontificato di Paolo III (Alessandro Farnese, 1534-1549). L'ultima modifica all'architettura del salone fu apportata da monsignor Faloci Pulignani all'inizio del XX secolo, con la chiusura della parete centrale e la separazione di ogni parte della decorazione.

Fu Ugolino Trinci ad iniziare la raccolta archeologica tenendo conto degli insegnamenti dell'umanista Francesco da Fiano. I pezzi, riconducibili all’epoca tra IV secolo a.C. e il III sec. d.C., trattano tematiche laiche a lui care come lo scorrere del tempo: le sette teste di età romana raffiguranti volti di divinità o di imperatori, rappresentano infatti le sette età dell’uomo, mentre il Rilievo del Circo con la corsa delle quadrighe sta a significare lo scorrere veloce della vita. Molti pezzi sono purtroppo andati perduti.

La stele con Amore e Psiche é scolpita in un marmo di età imperiale romana (metà del II sec. d.C) e presenta una iscrizione fatta eseguire da Ugolino Trinci per la sistemazione della domus voluta tra il 1389 e il 1407.
Nella Loggia, tra gli affreschi che celebrano il mito della Fondazione di Roma, é collocato un bassorilievo di età imperiale con le immagini di Ermes e l'ariete (II - III sec. d.C.).
Collocate inizialmente sulla facciata esterna della Loggia nova, che si affacciava sulla piazza proprio di fronte alla Cattedrale, sono sette teste di età romana raffiguranti volti di divinità come Zeus o di imperatori come Adriano.
Il Rilievo del Circo rappresenta una corsa di quadrighe nel Circo Massimo di Roma. La lastra venne fatta tra la fine del III - inizi IV secolo d.C. Il circo è ricordato da Tertulliano come simbolo del trascorrere della vita. I dodici carceres, i sette giri che compiono le bighe, fanno riferimento al trascorrere del tempo e quindi al trascorrere della vita, costretta ad una corsa, ma sempre breve.
Il piccolo sarcofago a Lenos (III sec. d.C.) era sistemato sul cavalcavia tra il Palazzo e la Cattedrale. Rappresenta alcuni putti che sostengono un loro compagno di giochi, forse colto da malore.
Altro pezzo sul tema dello scorrere dl tempo è il piccolo sarcofago a cassa con eroi su carri.

Una sala del Palazzo Trinci è dedicata all’architetto Giuseppe Piermarini che nacque a Foligno nel 1734 e che, oltre ad operare nella sua città natale dandole lustro e magnificenza, per la sua grande maestria, ebbe incarichi importanti fino a realizzare il Teatro alla Scala di Milano.

In occasione del centenario della sua morte, nel 1908, Foligno volle dedicare uno spazio al suo architetto all’interno del palazzo più prestigioso della città. Una lapide esposta ne ricorda l’evento.

Scritti, disegni, strumenti da lavoro oltre a un suo busto in gesso e due ritratti a stampa ci permettono di entrare nella vita dell’illustre progettista.

Il suo lavoro più importante, il Teatro alla Scala di Milano, realizzato tra 1776 e 1778 per Maria Teresa d’Austria, è documentato con tre stampe del 1789 e con la riproduzione in due plastici (1996 - 1998) della facciata esterna e dell’interno.

 


 

Trinci Palace

On the eastern side of Repubblica Square, the bustling heart of the city, stands the majestic palace once owned by the Trinci family, rulers of the city from 1305 to 1439. Serving as the seat of the City Museum, this palace, with its splendid frescoed interiors, is an indispensable stop on any visit to Foligno.
In the 14th century, the Trinci family already owned a palace overlooking the grand square. By acquiring additional adjacent palaces and towers, they created a single grand noble complex where they lived and hosted prominent figures of the time. After the end of the Trinci dynasty in 1439, the palace served as the seat of the Apostolic Governorate until 1860.
The 19th-century facade, reconstructed with neoclassical columns after the earthquake of 1832, aligns with that of the nearby municipal palace.
However, upon entering the gate, a large courtyard opens up, partially reconstructed after the bombings of World War II, transporting visitors to earlier eras.
Internally, the courtyard, used by the city for events and cultural occasions, features a portico on three sides, while the fourth side houses the neogothic staircase built in 1927.
The staircase leads to the City Museum, inaugurated in 2000, a complex that includes:
The 14th-century Gothic Staircase is the ancient entrance to the palace, consisting of three ramps covered by cross-vaults. It is adorned with perspective and ornamental motifs reminiscent of those found in the Giotto cycle of the Upper Basilica of San Francesco in Assisi (late 13th century). The staircase revolves around the courtyard with a well and serves as a vertical link between the various parts of the building. Before being covered with a ceiling, the space was open-air, as evidenced by windows, descents, and a cistern for collecting rainwater.
Through the staircase, one reaches the noble floor commissioned by Ugolino III Trinci and curated by the literati of his court. In the early 2000s, thanks to the discovery of an 18th-century notebook, the “Taccuino Coltellini”, containing the transcription of an ancient document from 1411-1412, the possible authors of the frescoes were revealed: a group of artists from Northern Italy, including the master Gentile da Fabriano.
The tour begins with the Loggia of Romulus and Remus, depicting the history of the Foundation of Rome. The unmistakable signature of the Fabrian painter is evident in the presence of a crescent ornament on the forehead of a horse in the scene of the execution of Rea Silvia, similar to a detail in the Adoration of the Magi at the Uffizi (1423).
The journey continues through the Chamber of Roses, or the Hall of the Liberal Arts and Planets, displaying a complex interweaving of frescoes with symbolic references to man and time through the Trivium and Quadrivium Arts, Philosophy, and the Seven planets. The Sun, Moon, Mars, Mercury, Jupiter, Venus, Saturn, each overseeing a phase of human life, depicted within concentric circles where the position of the sun in the sky indicates the time of day.
From here, you reach the Corridor, a walkway or suspended bridge that connected the Palace to the Cathedral in the past, used to access homes built on the side nave of the church. Today, it connects the palace to the Diocesan Capitolare Museum.
The corridor features a cycle of frescoes depicting the Seven ages of man and eleven heroes of antiquity (Joshua, David, Judas Maccabeus, Hector, Julius Caesar, Alexander the Great, King Arthur, Charlemagne, Godfrey of Bouillon, Romulus, Scipio Africanus). Again, the hand of Gentile da Fabriano and his school is evident. A monochrome fresco related to the previous decoration, with the same theme of the age of man from the Foligno pictorial school dating back to the early 15th century, is visible on the plaster below the decorative plaster.
Continuing, you enter the Hall of Emperors, or the Hall of the Giants, for which Gentile da Fabriano received 225 gold florins from the Trinci family. Under a loggia, the great figures of ancient Rome, exemplars of virtue, courage, political skill, and love for the homeland, are depicted wearing late Gothic attire.
Returning to the Loggia and ascending three steps, you are surprised by the Chapel frescoed by Ottaviano Nelli on commission from Corrado Trinci, son of Ugolino, depicting the Stories of the life of the Virgin, signed and dated February 25, 1424.
Exiting, you find the Sisto IV Hall, built in 1477 as part of the renovations commissioned by the Pontiff. The coat of arms of the Della Rovere family (oak leaves and acorns) appears in the center of the wooden ceiling.

Giuseppe Piermarini Hall

A room in Trinci Palace is dedicated to the architect Giuseppe Piermarini, born in Foligno in 1734. In addition to contributing to his hometown’s prestige and magnificence, Piermarini, due to his great skill, received significant commissions, culminating in the construction of La Scala in Milan. On the centenary of his death in 1908, Foligno decided to dedicate a space to him within the city’s most prestigious palace. A plaque displayed in the room commemorates this event.
The room contains writings, drawings, work tools, as well as a plaster bust and two printed portraits, allowing visitors a glimpse into the life of this illustrious architect. His most important work, La Scala in Milan, built between 1776 and 1778 for Maria Theresa of Austria, is documented with three period prints and two models (1996 - 1998) reproducing the external facade and interior.

 

Le Palais Trinci - Le Musée de la Ville

Palais Trinci est l'une des résidences nobles historiques les plus intéressantes et les mieux conservées d'Italie.

Le palais a été construit en style gothique tardif entre 1389 et 1407, sur ordre du vicaire papal Ugolino Trinci. La famille Trinci a régné sur la ville de 1305 à 1439. Sous leur direction, Fulginium (l'ancien nom de Foligno au Moyen Âge) a connu une période de grande expansion territoriale et de développement culturel prospère, soumettant des villes comme Spello, Montefalco, Assisi, Bevagna, Trevi et Nocera.

À la fin du domaine des Trinci en 1439, le palais devient le siège des gouverneurs pontificaux et conserve cette fonction jusqu'à l'unification de l'Italie. Par la suite, il a abrité les bureaux du tribunal local, des Biens de l'État et du Monopole, ainsi que le poste de police financière.

Après le tremblement de terre de 1831-32 et les bombardements de la Seconde Guerre mondiale, le palais a subi de graves dommages. La façade néoclassique moderne a été construite après le séisme; après la Seconde Guerre mondiale, la façade arrière a été reconstruite.

Depuis 1927, le palais appartient à la commune (la même année, l'escalier extérieur a été construit sur un projet de Cesare Bazzani); ensuite, la résidence a subi des restaurations pendant plusieurs années, jusqu'en 1950. En 1985, elle a été fermée en raison de l'effondrement d'une partie du toit; la dernière restauration a permis de sauver la plupart des structures et des grandes fresques.

Le palais a été rouvert en 1997 et est maintenant le musée de la ville. Il est divisé en différentes sections:

L'escalier gothique

L'escalier est décoré avec des motifs géométriques à trompe l'œil, il fait partie du noyau originel du palais, un temps de propriété du riche marchand Giovanni Ciccarelli et que Ugolino Trinci achète pour en faire son palais dynastique.
Autour de l’escalier, qui au rez-de-chaussée conserve encore un puits désaffecté, tourne l’ensemble du complexe architectural avec le but de relier les parties plus ancienne du bâtiment des formes encore romaines avec celles bâties ex-novo déjà marquées au goût gothique.
L'escalier est l’un des éléments les plus fascinants du bâtiment car il nous offre, avec ses arcs-boutants et ses voûtes de croisière, une série de perspectives et de vues toujours différentes.

Les fresques du palais

Le Palais est décoré avec de magnifiques fresques gothiques tardives, œuvre de Gentile da Fabriano et des ses collaborateurs, réalisés entre 1411 - 1412, qui se trouvent à l'étage noble. On peut admirer des fresques représentant Romulus et Rémus dans la Loggia, le cycle de l’âge de l’homme dans le couloir reliant le palais à la cathédrale, la Salle des Empereurs ou des Géants, avec des personnages de l’histoire ancienne, en particulier l’époque romaine. Dans la salle utilisée comme Studium, on trouve des fresques des arts libéraux et des planètes. La chapelle palatine avec les Histoires de la Vierge est réalisée par Ottaviano Nelli de Gubbio. On peut voir sa signature ainsi que la date du 25 février 1424.

 

La chapelle

La chapelle a une inscription sur le mur au-dessus de l'autel qui nous permet de connaître la date et l'auteur: elle a été commandée par Corrado Trinci, fils d'Ugolino, en 1424, et peinte par Ottaviano Nelli de Gubbio. Les scènes racontent les épisodes de la vie de la Vierge Marie et sont tirées des Évangiles apocryphes et de la Légende dorée de Jacopo da Varazze.

Le récit commence dans les voiles, où l'on reconnaît la naissance de Marie. Il se poursuit comme une spirale dans les lunettes, où l'on peut voir la scène du mariage de la Vierge et l'annonce de la naissance de Jésus. Au-dessus de l'autel, les épisodes de la naissance de Jésus et de l'Adoration des mages. L'histoire se termine par la mort (Dormition) puis l'Assomption au ciel de Marie. Derrière l'autel entourent la Crucifixion les Saints proches de la famille, dont Saint Feliciano, patron de Foligno, et Saint François d'Assise recevant les Stigmates.

 

Salle des arts

Lorsque, dans la première décennie du XVe siècle, les Trinci voulurent donner un signe tangible de leur prestige dans la représentation du nouveau, ils reprirent cet étrange discours des étoiles qui sont l'idée de l'espace et définissent par leurs mouvements la tournure du temps. Dans la Salle des Arts et des Planètes, les figures symboliques des sept planètes - Lune, Mars, Mercure, Jupiter, Vénus, Saturne, Soleil - étaient représentées, en suivant l'ordre des jours de la semaine. Chaque planète supervise une phase de la vie humaine qui est représentée à l'intérieur de disques concentriques où, dans la zone centrale, l'Air, le Soleil et la Lune définissent un moment précis de la journée.

Sur le mur nord de la salle, les arts du Trivium (grammaire, dialectique, rhétorique) et les arts du Quadrivium (arithmétique, musique, géométrie et astrologie) sont représentés, selon un ordre hiérarchique d'apprentissage qui mène à la culmination de toutes les connaissances humaines, la philosophie, qui triomphe au centre du mur opposé à la fenêtre. Chaque planète influence une phase de la vie humaine, à chaque phase de la vie humaine correspond, dans l'échelle de l'apprentissage, une discipline différente, chaque discipline étant similaire dans ses propriétés à l'une des sphères célestes.

Le corridor

Le corridor est un "pont suspendu" qui relie le palais à la cathédrale de San Feliciano. Les figures fragmentaires de onze héros de l'Antiquité (Josué, David, Judas Maccabée, Hector, Jules César, Alexandre le Grand, le roi Arthur, Charle le Grand, Godefroy de Bouillon, Romulus, Scipion Africanus), représentées sur le mur nord, et les sept âges de l'homme représentés sur le mur opposé, sont également l'œuvre de Gentile Da Fabriano et de ses collaborateurs. Visible sur le serti sous le plâtre, une fresque monochrome se référant à la décoration précédente, avec le même thème de l'Âge de l'Homme de l'école de peinture de Foligno datèè du dèbut du XVe siècle.

 

La Salle des Géants 

La Salle des Empereurs ou des Géants était la salle utilisée comme salle publique à l'époque du gouvernement de la famille Trinci. On peut y admirer quinze des vingt figures monumentales originales représentant de grands personnages de l'histoire romaine. Le cycle, peint à fresque avec des thèmes profanes après la découverte du Taccuino Coltellini, est attribué à Gentile da Fabriano et à ses collaborateurs et daté de 1411-1412.

 

 

Galleria immagini

Servizi

Sale conferenze

Palazzo Trinci dispone di due sale da 176 e 120 posti, predisposte per conferenze, incontri, ecc. Dispongono di schermo/proiettore fisso, sistema audio fisso, guardaroba e reception. Cabina per traduzioni (a richiesta), accesso disabili.

Dal 1° dicembre 2022 la gestione delle sale conferenze di Palazzo Trinci è stata affidata dopo apposita gara alla Cooperativa Coop Culture. Consulta il tariffario della struttura per utilizzi esterni:

Sistema tariffario dell'Ente

Servizi disponibili

 

Modalità di accesso

  • Ingresso accessibile in sedia a rotelle;
  • Parcheggio accessibile in sedia a rotelle.

Indirizzo

Piazza della Repubblica, 25, 06034 Foligno PG

CAP

06034

Orario per il pubblico

  • Dal 1° ottobre al 30 giugno:
    dal martedì alla domenica, ore 10 – 13 e 15 – 19 (ultimo ingresso ore 12.30 e ore 18.30)
  • Luglio e settembre:
    dal martedì alla domenica, ore 10 - 19 (ultimo ingresso ore 18.30)
  • Agosto:
    dal lunedì alla domenica, ore 10 - 19 (ultimo ingresso ore 18.30)
  • Aperture straordinarie
    • 25 dicembre e 1 gennaio: ore 16 - 20 (ultimo ingresso 19.30)
    • Pasqua/Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno: ore 10 - 19 (ultimo ingresso ore 18.30)

Ulteriori informazioni

Biglietti

Il Complesso Museale Palazzo Trinci include:

 

Consulta prezzi e disponibilità: https://www.coopculture.it/it/prodotti/biglietto-complesso-museale-palazzo-trinci/

 

Per prenotare lo spazio contattare il gestore ai seguenti recapiti:

 

Per ulteriori informazioni contattare il Servizio Musei:

Ultimo aggiornamento

30/03/2026, 10:32

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