Cos'è
Rassegna del Nautismo
di Aldo Claudio Medorini
Dal 16 maggio al 28 giugno
Inaugurazione sabato 16 maggio, ore 17.30
Palazzo Trinci, sale di Costanza (primo piano)
La mostra espone una selezione di opere che meglio esprimono il movimento artistico denominato “Nautismo”,un linguaggio ideato dall’artista Aldo Claudio Medorini nel 2012 a Spoleto, durante il Festival Due Mondi, e certificato nel 2024 alla Provincia di Perugia. L’attività artistica di Medorini lo porta ad esporre in numerosi luoghi di prestigio in tutto il mondo fino ad essere premiato con il Leone d’Oro alla prima Triennale di Venezia, nel 2024, durante una mostra internazionale di 200 artisti.
Medorini nasce a Lipari e successivamente segue il padre che si sposta per lavoro in varie regioni d’Italia, finché giunge a Perugia, ma il senso di appartenenza alla sua isola rimane indelebile negli anni.
Costantemente alla ricerca della sua Itaca, Aldo Claudio Medorini porta avanti il viaggio dei cosiddetti “nauti”, una trasposizione dell’artista stesso e del suo animo.
"La pittura di Aldo Claudio Medorini si configura come un’indagine estetica e filosofica, dove l’atto creativo assume una forte valenza intellettiva.
I Nauti — entità simboliche, frammenti di pensiero, proiezioni dell’umano nel cosmo dell’immaginazione — si fanno esploratori di mondi invisibili. Navigano in uno spazio cromatico denso, stratificato, alla ricerca di un senso profondo e originario. Sono viandanti della mente, figure liminali che attraversano il confine tra conoscenza e intuizione, tra forma e vuoto.
In particolare, lo spazio colorato si presenta come un campo energetico e silenzioso, al tempo stesso abbagliante e contemplativo. In esso i Nauti si muovono come costellazioni interiori, tracciando rotte simboliche che rimandano all’introspezione, alla memoria, al desiderio di oltrepassare i limiti dell’esperienza ordinaria.
Il segno pittorico, volutamente ridotto al minimo, si carica così di una tensione espressiva potente. Non è riduzione, ma essenzialità: un linguaggio visivo che ambisce alla purezza del pensiero.
Il vuoto, che a un primo sguardo potrebbe apparire come assenza, si rivela allora spazio potenziale, campo fertile in cui il significato non è imposto ma atteso, sospeso, pronto a emergere.
Il colore, invece, non funge da semplice supporto estetico, ma si fa materia filosofica, luogo in cui il tempo si concentra e si dilata, dove l’occhio si perde e si ritrova.
Attraverso questo linguaggio sospeso tra pittura e pensiero, tra simbolo e segno, Aldo Claudio Medorini invita a un viaggio interiore che è al tempo stesso un gesto di apertura verso l’ignoto.
Una ricerca che non pretende di possedere il senso delle cose, ma che ne percorre il mistero con la leggerezza e il rigore di chi sa che il vero centro dell’opera — e dell’uomo — è sempre altrove.
(Flavia Motolese, storica e critica dell’arte)