Memento mori

dal 30 Agosto 2026 alle 21:00 al 30 Agosto 2026

Domenica 30 agosto

Cos'è

28 agosto – 5 settembre 2026

47ª edizione Festival Segni Barocchi
Paradisi Perduti

Vanitas vanitatum – Memento mori

  Direzione artistica di Daniele Salvo

"Paradisi perduti" è un viaggio dentro l’anima del Barocco, un attraversamento artistico e spirituale che mette al centro il tema della caducità, del limite e della morte come esperienza fondativa della modernità.
Il motto dell’Ecclesiaste – Vanitas vanitatum et omnia vanitas – non è un semplice richiamo iconografico, ma la chiave di lettura di un’intera epoca e, insieme, del nostro presente. Il Barocco nasce da una frattura: la perdita delle certezze, la fine dell’armonia rinascimentale, la consapevolezza della precarietà dell’esistenza. È un tempo che non rimuove la morte, ma la espone; non nasconde l’ombra, ma la illumina. In questa tensione tra splendore e dissoluzione si colloca il percorso del Festival, che intreccia teatro, musica e poesia in un racconto unitario.

“Paradisi perduti” non è una rievocazione storica, ma un’interrogazione del presente. In un tempo che tende a rimuovere la morte, il Barocco la espone. In un tempo che cerca leggerezza, il Barocco offre vertigine. E proprio nella consapevolezza del limite – nella coscienza che tutto è vanità – nasce la possibilità di un’arte più intensa, più necessaria, più viva.

Programma completo

 


 

Domenica 30 agosto, ore 21
Oratorio del Crocifisso

MEMENTO MORI
Concerto per solo piano del M° Giuliano Mazzoccante

Programma
Ludwig van Beethoven – Sonata Op.57 “Appassionata”
Franz Liszt – Funerailles
Verdi / Liszt “Miserere” (dal “Trovatore”)
Richard Wagner / Franz Liszt “Morte di Isotta” (da “Tristano ed Isotta”)
Alexandr Scrjabin “Notturno” op.9 per mano sinistra

Il recital pianistico di Giuliano Mazzoccante, pianista riconosciuto a livello internazionale per la profondità interpretativa e la straordinaria sensibilità musicale, rappresenta uno dei momenti più intensi del percorso artisticodi Segni Barocchi 2026. Il titolo del concerto, Memento Mori, non è soltanto un richiamo al tema del Festival ma una meditazione sul destino dell’uomo attraverso alcune delle pagine più vertiginose della letteratura pianistica europea.

L’itinerario si apre con la Sonata op. 57 “Appassionata” di Ludwig van Beethoven, dove la lotta dell’individuo contro un destino inesorabile si trasforma in un dramma cosmico. La materia sonora sembra farsi carne, conflitto, resistenza, fino a precipitare in un finale che lascia l’ascoltatore sospeso sull’orlo dell’abisso.

Con “Funérailles” di Franz Liszt, il pianoforte diventa monumento funebre. Il dolore individuale si eleva a memoria collettiva, mentre la scrittura virtuosistica assume la forza di una marcia tragica, nella quale il lutto non è soltanto perdita, ma interrogazione sul senso della storia e della condizione umana. Il percorso prosegue con due straordinarie trascrizioni lisztiane dedicate al teatro musicale: il “Miserere” dal Trovatore di Verdi e la “Morte di Isotta” dal Tristano e Isotta di Wagner. Due modi opposti di contemplare la fine: nel primo, la morte è invocazione, colpa, redenzione; nel secondo diventa dissoluzione estatica dell’io, superamento del limite terreno, fusione definitiva fra amore ed eternità.

Liszt riesce a trasformare l’orchestra e la voce umana in un unico respiro pianistico, facendo emergere tutta la tensione spirituale delle opere originarie. A concludere il programma è il “Notturno op. 9” per mano sinistra di Aleksandr Skrjabin, pagina di rara delicatezza composta dopo un grave infortunio alla mano destra del compositore. La limitazione fisica diviene qui occasione di trasfigurazione poetica: da una sola mano nasce un universo sonoro sospeso, fragile e luminoso, quasi un ultimo bagliore prima del silenzio.

Nel cuore di Segni Barocchi 2026, dove il motto “Vanitas vanitatum – Memento Mori” invita a riflettere sulla precarietà dell’esistenza, il pianoforte diventa voce solitaria dell’uomo di fronte all’infinito. Ogni nota ricorda ciò che il pensiero barocco non ha mai cessato di ripetere: tutto passa, tutto si consuma, ma proprio nella consapevolezza della nostra finitezza può nascere la più alta forma di bellezza.

 

Ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.

A chi è rivolto

A tutti i cittadini

Luogo

Oratorio del Crocifisso

L.go Federico Frezzi, 2/4 06034 Foligno PG

Ulteriori dettagli

Costi

Gratuito

Ultimo aggiornamento

21/08/2026, 12:30

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