Cos'è
28 agosto – 5 settembre 2026
47ª edizione Festival Segni Barocchi
Paradisi Perduti
Vanitas vanitatum – Memento mori
Direzione artistica di Daniele Salvo
"Paradisi perduti" è un viaggio dentro l’anima del Barocco, un attraversamento artistico e spirituale che mette al centro il tema della caducità, del limite e della morte come esperienza fondativa della modernità.
Il motto dell’Ecclesiaste – Vanitas vanitatum et omnia vanitas – non è un semplice richiamo iconografico, ma la chiave di lettura di un’intera epoca e, insieme, del nostro presente. Il Barocco nasce da una frattura: la perdita delle certezze, la fine dell’armonia rinascimentale, la consapevolezza della precarietà dell’esistenza. È un tempo che non rimuove la morte, ma la espone; non nasconde l’ombra, ma la illumina. In questa tensione tra splendore e dissoluzione si colloca il percorso del Festival, che intreccia teatro, musica e poesia in un racconto unitario.
“Paradisi perduti” non è una rievocazione storica, ma un’interrogazione del presente. In un tempo che tende a rimuovere la morte, il Barocco la espone. In un tempo che cerca leggerezza, il Barocco offre vertigine. E proprio nella consapevolezza del limite – nella coscienza che tutto è vanità – nasce la possibilità di un’arte più intensa, più necessaria, più viva.
Venerdì 28 agosto
Corte di Palazzo Trinci
Ore 20:30 - INAUGURAZIONE FESTIVAL
Il Festival conferisce il “Premio Segni Barocchi 2026” a Ugo Pagliai, protagonista assoluto del teatro italiano: un riconoscimento a una vita dedicata alla parola scenica e alla grande tradizione.
Ore 21:15 - PARADISI PERDUTI
A cura di Daniele Salvo
Il Festival si apre con un ospite d’eccezione: Giuseppe Zeno protagonista di un momento di intensa suggestione e profondità: la lettura dell’Ecclesiaste, noto anche come libro di Qoelet.
Giuseppe Zeno restituisce al pubblico la forza primigenia della parola, spogliata da ogni sovrastruttura e riportata alla sua essenza più
autentica. Il testo sacro, tra i più enigmatici e filosofici della tradizione biblica, risuona in tutta la sua attualità, interrogando l’uomo contemporaneo sul senso dell’esistenza, sul tempo che scorre e sulla fragilità delle cose terrene.
La voce dell’attore si fa strumento evocativo, capace di attraversare i secoli e rendere viva una riflessione universale, sospesa tra disincanto e ricerca di verità.
In questo dialogo tra parola antica e sensibilità moderna, il pubblico è invitato a un’esperienza intima e meditativa, dove il silenzio e l’ascolto diventano parte integrante della scena. Un evento eccezionale per il Festival Segni Barocchi, che inaugura così il suo programma con un momento di grande intensità culturale e spirituale, nel segno della bellezza, della memoria e della riflessione.
Ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il programma potrebbe subire variazioni per cause metereologiche o indipendenti dalla volontà dell’organizzatore.
In caso di maltempo gli eventi previsti nella Corte di Palazzo Trinci si svolgeranno all’Auditorium San Domenico di Foligno.