Cos'è
Una al minuto.
Tante, eppure non ancora tutte, le donne valorose che Lella Costa evoca con la voce e con i gesti, invitandole, come un gran cerimoniere, ad entrare e ballare con lei.
Perché, come disse magistralmente una di loro, Emma Goldman, «se non posso ballare questa non è la mia rivoluzione». In scena donne intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese, che hanno lottato per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili.
Donne valorose che seppure hanno segnato la storia, contribuendo all’evoluzione dell’umanità, per uno strano sortilegio raramente vengono ricordate, con difficoltà appaiono nei libri di storia e tanto meno sono riconosciute come maestre e pioniere.
Entrano una dopo l'altra, chiamate con una citazione, un accento, una smorfia, un lazzo, una canzone, una strofa, un ricordo, una poesia, un gemito, una risata.
O solo col nome, ché non serve aggiungere altro.
Entrano ciarlando e muovendo le vesti, mentre in scena si avvicendano i cambi di stagione.
Si aggirano come fossero, finalmente, felici tutte, per dirla con Elsa Morante che è lì con loro.
“[...] Un fiume inarrestabile di storie e di gesta, un fiume di donne [...] ma così tante che sarà chiaro, limpido come l’acqua buona: anche le donne hanno contribuito al progresso e all’innalzamento morale dell’umanità [...]” Serena Sinigaglia