Cos'è
Essere donna è come essere due dentro un corpo.
Quella che esiste e quella che si guarda esistere, la sorvegliante e la sorvegliata.
La sorvegliante sussurra: "Devi piacere a tutti. Devi essere ammirata, piacevole, piacente. Devi piacere! Se piacerai agli altri sarai felice. Sii bella, sii simpatica, sii brillante, occupa poco spazio, sorridi, profumati, conquista! Vedrai che ti ameranno!".
E la sorvegliata non sa se è d'accordo ma sente che vuole essere felice e amata.
Come si gestisce questo conflitto tra lo sguardo del mondo sul proprio corpo e le bambine interiori? È attraverso l'ammirazione che si ottiene l'amore?
Lo spettacolo estremizza questo insostenibile bisogno di ammirazione. L’azione del corpo nel mondo è la risultante di questo conflitto interno, per questo le ventenni risultano essere frivole.
Una ragazza partecipa ad un concorso, il pubblico è chiamato a giudicarla: può usare un pollice in giù o in su o lanciarle una rosa se sente un moto d’amore.
La signorina nel tentativo di essere irresistibile e di ricevere tutte le rose che la giuria possiede, si fa sopraffare dalle sue insicurezze e fragilità e non può fare altro che dare il via ad una confessione tragicomica, frammentata, poetica sul dovere di piacere.