Il rapporto con l’acqua: genetico ed etimologico. L’Umbria non esisteva ancora e neppure l’Italia. Tutto era occupato dall’Oceano Tetide. Verso la fine dell’Era Cenozoica (65 – 1,8 milioni di anni fa) una grande spinta tettonica causò l’emersione della penisola italiana, disegnò le principali catene montuose. Le “rughe” che circondano l’Umbria. Nelle valli che si formarono tra questi acclivi, vennero imprigionate grandi masse d’acqua che formarono ampi bacini lacustri. L’Umbria venne occupata dal gigantesco Lago tiberino, una Y rovesciata, adagiata da nord a sud, da Città di Castello a San Gemini. Sulle sponde di quel lago doveva sorgere la foresta di sequoie giganti di Dunarobba. Pietrificata, mummificata, imprigionata nell’argilla è giunta fino a noi a mostrare la suggestione di un’era impensabile. Così come i resti fossili di elefanti, rinoceronti, ippopotami, tigri, ritrovati in diverse parti dell’Umbria, testimoniano gli attori, improbabili, di quel paesaggio straordinario. Solo i ricorrenti attriti tra la placca africana e quella asiatica ci ricordano la nostra provenienza e la nostra precarietà. “Umbrorum gens antiquissime Italiae existimatur, ut quos Ombrios a Grecis putent dictos, quod in inundatione terrarum imbribus superfuissent”.
La popolazione umbra è ritenuta la più antica d’Italia, si crede infatti che gli Umbri fossero stati chiamati Ombrici dai Greci perché sarebbero sopravvissuti alle piogge quando la terra fu inondata. Così Plinio il vecchio nel Naturalis Historia. Uomini della pioggia, insomma, più antichi del diluvio. Nel territorio di Foligno sono documentati importanti insediamenti umbri. I Plestini sull’Altopiano di Colfiorito ed i Fulginates nella zona montana e collinare che si situa ad oriente della città romana di Fulginiae. Il Museo Archeologico di Colfiorito presenta una documentazione straordinaria ed unica della popolazione umbra.
Pagina aggiornata il 24/06/2026