Semi Futuri – La Festa dei Germogli

La biodiversità non è soltanto una questione agricola, ma soprattutto una pratica culturale e comunitaria.

“La biodiversità non si conserva in un cassetto: vive nei gesti di chi la coltiva ogni giorno”
Michele Spellucci, presidente del consorzio del Sedano Nero di Trevi

 

Ci sono gesti che sembrano semplici: seminare, raccogliere, conservare un seme, tramandare una storia. Eppure sono proprio questi gesti a custodire la biodiversità e a mantenere vivo il legame tra persone, territori e comunità.
Ci sono gesti che sembrano piccoli, quasi invisibili. Conservare un seme. Innestare un albero. Raccontare una storia. Condividere una varietà locale con un vicino. Eppure sono proprio questi gesti che permettono a una comunità di custodire la propria memoria e immaginare il proprio futuro.

È stato questo il filo conduttore della Festa dei Germogli, ospitata presso la Casa dei Semi della Valle Umbra a Gallano di Valtopina nell’ambito del percorso Semi Futuri, promosso dal progetto europeo Rural Voices 2030.
Attraverso le testimonianze di Michele Spellucci, Monica Costantini, Livia Polegri e delle famiglie custodi del territorio, l’incontro ha raccontato come la biodiversità non sia soltanto una questione agricola, ma soprattutto una pratica culturale e comunitaria.

Dal recupero del Sedano Nero di Trevi all’esperienza della Compagnia della Mela nei borghi dell’altopiano di Cancelli, fino alle Case dei Semi nate per favorire la circolazione delle sementi e dei saperi, è emersa una visione comune: la biodiversità vive quando viene condivisa. Le sementi non sono semplici risorse da conservare, ma patrimoni vivi che continuano a trasformarsi grazie alle persone che le coltivano, le scambiano e le tramandano.

Monica Costantini ha raccontato la nascita della Compagnia della Mela, associazione che ha riportato in vita la tradizionale Melaruzza dell’altopiano di Cancelli. Un piccolo meleto nato dal recupero di antichi innesti è diventato il punto di partenza per una più ampia riflessione sul valore dei territori marginali, delle memorie locali e della costruzione di nuove comunità. Come ha ricordato Monica, ogni iniziativa nasce da piccoli gesti che, nel tempo, possono generare cambiamento.

L’agronoma Livia Polegri ha invece portato lo sguardo oltre i confini locali, raccontando la storia delle Case dei Semi, nate in Brasile, India e in altri Paesi del Sud globale come risposta alla perdita di biodiversità causata dall’agricoltura industriale. A differenza delle banche del germoplasma, le Case dei Semi non si limitano a conservare le sementi: le fanno circolare, le condividono e le mantengono vive attraverso l’uso e la coltivazione collettiva.

Particolarmente significativa è stata la riflessione sul ruolo delle donne come custodi della biodiversità. In molte comunità rurali, infatti, sono proprio le donne a conservare e coltivare una maggiore varietà di specie per garantire la sicurezza alimentare delle famiglie, mantenendo vive conoscenze, pratiche agricole e culture locali.

Durante l’incontro sono state presentate alcune delle varietà coltivate nel percorso Semi Futuri, provenienti dalla Banca del Germoplasma del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria e dalle famiglie custodi di Valtopina: bietola, melone verde di Amelia, pomodoro gigante, pomodoro rosa di Quartilio, pomodoro Corindia e insalata dei Pesciaioli.
La Festa dei Germogli ha ricordato che la cura della biodiversità inizia spesso da un gesto semplice: seminare. Un gesto che collega generazioni, territori e comunità, dall’Umbria al resto del mondo.

Semi Futuri si sviluppa da marzo a ottobre 2026 nell’ambito di Rural Voices 2030 – Engaging Young Rural European Citizens in a Gender-Responsive Approach to Soil Protection, progetto europeo finanziato dal programma DEAR e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 Paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

👉 Approfondisci il progetto Rural Voices 2030:
https://comune.foligno.pg.it/rural-voices-2030/


Pagina aggiornata il 22/06/2026

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