Il 24 settembre le studentesse e gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario della Valnerina hanno partecipato a Eco Sanfra 2026 – Madre Terra, il festival itinerante umbro dedicato alla sostenibilità economica, ambientale e sociale, ospitato dalla Fondazione Perugia nel capoluogo umbro. In rappresentanza del Comune di Foligno, partner del progetto europeo Rural Voices 2030, l’Area Educazione e Cultura per la Sostenibilità di FELCOS ha accompagnato le ragazze e i ragazzi in una giornata che ha intrecciato scrittura collettiva, confronto pubblico e prime tappe della pubblicazione editoriale.
Un racconto collettivo che ha come protagonista il territorio e il paesaggio rurale
Il gruppo — composto da Alessia Ripanti, Martina Bisogni, Sara Stramaccioni, Leonardo Karol Gherasim, Christian Catozzi, Matteo De Angelis, Francesca Spellani ed Edoardo Coraggi, studentesse e studenti, diplomate e diplomati dell’Istituto — ha presentato al pubblico L’Ambra della Terra – Officina Territoriale Editoriale, racconto letterario collettivo nato da un percorso di pedagogia attiva guidato da Michela Bastianelli, esperta in comunicazione e narrazione visiva di FELCOS, in collaborazione con 3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria e con il patrocinio del Comune di Trevi.
Il libro nasce come esercizio condiviso di immaginazione e responsabilità verso il territorio: una riflessione su terra, memoria e futuro che intreccia ecologia, paesaggio, agricoltura e relazioni umane. Ambientato a Trevi e nella Valle del Clitunno, ha come protagonista il paesaggio rurale trevano — in particolare la vite maritata, il lavoro agricolo tradizionale e le pratiche comunitarie. Il territorio, qui, non è sfondo: è soggetto attivo di conoscenza.
Come ha sottolineato il professor Pietro Petroni, che ha accompagnato il gruppo, “è stata davvero una gioia poter ritrovare gli ex studenti, e vivere una giornata diversa con i nostri ragazzi. A pensarci, la cura per la memoria e il valore dell’incontro raccontati nel libro sono diventati tangibili oggi.”
Un sapere che passa di mano in mano
La presenza, accanto a studentesse e studenti, di chi ha già concluso il proprio percorso all’Istituto Tecnico Agrario della Valnerina aggiunge a questa esperienza un ulteriore significato.
Il sapere del territorio non appartiene a una sola generazione: si costruisce nel tempo, attraverso esperienze che si incontrano e si sedimentano. I più giovani portano domande, sensibilità e nuove prospettive; chi li ha preceduti porta con sé esperienze, conoscenze e percorsi già attraversati.
Mettere in relazione queste voci significa costruire una comunità di apprendimento più ampia, nella quale scuola, territorio e persone diventano parte dello stesso processo.
È una prospettiva particolarmente importante quando si parla di sostenibilità: prendersi cura dei territori significa anche prendersi cura delle relazioni che li tengono insieme, dei saperi che li attraversano e della possibilità di trasmetterli, trasformarli e rinnovarli.
Una mattinata di confronto pubblico
Nella mattinata, dedicata alla presentazione del libro, ragazze e ragazzi hanno raccontato al pubblico — insegnanti, studentesse e studenti delle scuole di Foligno e Perugia, cittadine e cittadini, studentesse e studenti universitari del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale — non solo l’esito del lavoro, ma il percorso che lo ha generato: osservazioni, immagini, emozioni e memorie diventate strumenti per leggere e raccontare il territorio.
Alla presentazione è stato affiancato un breve questionario, distribuito allo stesso pubblico, per raccogliere impressioni su due aspetti: l’esperienza di pedagogia attiva che ha reso studentesse e studenti autrici e autori del proprio racconto, e gli elementi del libro — una scena, un’immagine, un tema come la vite maritata o l’ambra come memoria — rimasti impressi dopo la presentazione. Un modo per estendere alla platea lo stesso principio che anima il libro: dare voce alla terra significa anche dare voce a chi la abita e la osserva.
La mattinata è stata anche occasione di ascolto reciproco, con interventi di Paolo Berardi (Professore ordinario di Composizione architettonica e urbana, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale UNIPG), Elisa Moretti (Sotto delegata rettorale per le politiche energetiche, la sostenibilità e i programmi di efficientamento) e Grado Aniello (Professore associato di Fisica sperimentale delle interazioni fondamentali e applicazioni UNIPG). Tra i temi che hanno colpito maggiormente gli studenti: le case e cantine ipogee, che sfruttano la temperatura costante del suolo per ridurre i consumi energetici senza sottrarre superficie all’agricoltura, e la fisica di spazio, tempo e velocità, con la sonificazione delle onde gravitazionali dei buchi neri.
Il pomeriggio: dal manoscritto al libro
Nel pomeriggio il gruppo ha incontrato Morlacchi Editore di Perugia, storica casa editrice universitaria e libreria che dà spazio anche a nuovi autori. Un’occasione per vedere da vicino i passaggi che trasformano un manoscritto — arricchito da illustrazioni, materiale d’archivio e un glossario agricolo — in un progetto editoriale concreto: un tassello importante del percorso di L’Ambra della Terra, che affianca alla scrittura collettiva la scoperta del lavoro editoriale.
Un’azione pilota di Rural Voices 2030
L’Ambra della Terra – Officina Territoriale Editoriale è una delle azioni pilota di Rural Voices 2030 (Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection), progetto finanziato dal programma DEAR dell’Unione Europea e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 Paesi, che coinvolge giovani e comunità rurali sui temi della tutela del suolo, della biodiversità, della sostenibilità e delle pari opportunità. In Italia il progetto vede il Comune di Foligno tra i partner, con il supporto tecnico di FELCOS – Associazione di Comuni ed Enti Territoriali per lo Sviluppo Sostenibile e la Cooperazione Internazionale.
La partecipazione a Eco Sanfra si inserisce in un impegno più ampio dell’Amministrazione, in collaborazione con FELCOS, sui temi al centro dell’incontro: il rapporto tra persone e territori, l’educazione alla sostenibilità, il protagonismo delle nuove generazioni e la costruzione di comunità più consapevoli delle trasformazioni ambientali e sociali. Un impegno che prende forma attraverso progetti educativi, percorsi di partecipazione e reti territoriali capaci di mettere in dialogo scuole, enti locali, università, istituzioni e società civile.
Portare L’Ambra della Terra a Eco Sanfra ha significato condividere non solo l’esito di un progetto, ma un modo di lavorare: partire dai territori, coinvolgere chi li abita, creare spazi di ascolto e trasformare conoscenze ed esperienze in strumenti per leggere il presente e orientare le scelte future.
Questa pubblicazione è stata realizzata con il sostegno finanziario dell’Unione Europea. Il suo contenuto è di esclusiva responsabilità degli autori e non riflette necessariamente il punto di vista dell’Unione Europea
Pagina aggiornata il 28/09/2026





