Dalla cura della terra alla giustizia sociale, passando per il diritto al cibo e l’accesso alle risorse: il 28 settembre 2026, presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), studenti e studentesse hanno incontrato esperienze rurali provenienti dall’Umbria e dalla Palestina, per riflettere sulle fragilità dei sistemi alimentari e sulle possibilità di costruire comunità più giuste, sostenibili e resilienti.
L’incontro, dal titolo “Food, Fragility, Future – Leggere la fragilità attraverso l’intersezionalità, per immaginare il futuro”, è stato promosso da FELCOS, in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche, valorizzando l’esperienza di Rural Voices 2030, progetto europeo di cui il Comune di Foligno è partner, con il supporto tecnico di FELCOS per l’attuazione delle attività territoriali.
L’iniziativa si è inserita nel programma di attività collegate alla XVI edizione di Terra Madre – Salone del Gusto, in sinergia con Akli Bàladi – Politiche alimentari locali per le città italiane e palestinesi, progetto coordinato dalla Città di Torino, di cui FELCOS è partner.
Comprendere le fragilità per immaginare il cambiamento
Al centro dell’incontro, la necessità di riconoscere le molteplici dimensioni che attraversano i sistemi alimentari: genere, accesso alla terra e all’acqua, condizioni di lavoro, cambiamenti climatici, conflitti e politiche pubbliche.
Dimensioni profondamente interconnesse che possono generare disuguaglianze e compromettere la capacità delle comunità rurali di affrontare le trasformazioni ambientali, sociali ed economiche.
È in questa prospettiva che il concetto di intersezionalità è stato proposto come chiave di lettura per comprendere come diverse condizioni di vulnerabilità possano sovrapporsi e rafforzarsi, ma anche come strumento per promuovere partecipazione, consapevolezza e nuove forme di advocacy.
L’incontro è stato introdotto e moderato da Marco Pizzi di FELCOS, che ha presentato il progetto Rural Voices 2030 e accompagnato la riflessione sulle applicazioni dell’intersezionalità ai temi del cibo, della ruralità e della giustizia sociale.
Le nuove generazioni al centro del dialogo
Uno dei momenti centrali della giornata è stato il coinvolgimento diretto di studenti e studentesse dell’Università di Scienze Gastronomiche in un’attività partecipativa dedicata a “Intersezionalità, cibo e tutela del suolo”.
Attraverso il confronto e la riflessione collettiva, i partecipanti hanno esplorato il rapporto tra salute della terra e giustizia sociale, interrogandosi su alcune questioni fondamentali:
Chi produce il nostro cibo? In quali condizioni? Chi ha accesso alla terra e alle risorse? Quali politiche e pratiche possono rendere i sistemi alimentari più equi e sostenibili?
Un esercizio di cittadinanza globale che ha permesso di mettere in relazione conoscenze accademiche, esperienze territoriali e prospettive delle giovani generazioni.
Dalla Palestina all’Umbria: esperienze rurali a confronto
A dare concretezza al dialogo sono state le testimonianze di tre protagonisti impegnati quotidianamente nella tutela della terra, della biodiversità e delle proprie comunità.
Haneen Njoom, membro del Consiglio di Amministrazione della Al-Auja Cooperative Society for Rural Development, nella Valle del Giordano, in Palestina, ha condiviso l’esperienza di una cooperativa agricola impegnata nel rafforzamento della comunità rurale.
La sua testimonianza ha evidenziato come, in un territorio segnato da conflitti e difficoltà di accesso alle risorse, l’agricoltura rappresenti non soltanto una fonte di sostentamento, ma anche uno strumento di resilienza, partecipazione economica delle donne e tutela del legame tra comunità e territorio.
Dall’Umbria, Andrea e Irene Cimarelli, fondatori dell’impresa agricola Orto Sive Natura e dell’associazione culturale Le Colline del Miele di Gualdo Cattaneo, hanno raccontato un’esperienza che intreccia agricoltura, apicoltura, tutela degli impollinatori e valorizzazione della biodiversità.
Un percorso nel quale la sostenibilità ambientale si traduce in pratiche quotidiane di cura del territorio, trasmissione dei saperi e costruzione di relazioni tra persone, paesaggio e comunità.
Due contesti geografici, sociali e politici profondamente differenti, accomunati tuttavia da una consapevolezza: la tutela della terra è inseparabile dalla tutela delle persone e delle comunità che la abitano.
Dalle esperienze locali alle politiche pubbliche
Il confronto ha evidenziato come agroecologia, sovranità alimentare, educazione e cooperazione territoriale possano contribuire a rafforzare la resilienza delle comunità rurali.
Al tempo stesso, è emersa l’importanza delle istituzioni e delle politiche pubbliche locali nel riconoscere e sostenere queste esperienze, creando condizioni più favorevoli per l’accesso alle risorse, la partecipazione delle donne e dei giovani e la tutela dei beni comuni.
In questa prospettiva, l’intersezionalità non rappresenta soltanto uno strumento di analisi delle disuguaglianze, ma può contribuire a costruire percorsi di advocacy più consapevoli, capaci di tradurre i bisogni e le istanze delle comunità in proposte rivolte ai decisori pubblici.
Il dialogo di Pollenzo ha così messo in relazione esperienze locali e sfide globali, valorizzando il ruolo delle nuove generazioni come interlocutori attivi nella costruzione di sistemi alimentari più equi.
Rural Voices 2030: dare voce ai giovani e alle comunità rurali
Per il Comune di Foligno, la partecipazione all’iniziativa di Pollenzo rappresenta un’ulteriore occasione per rafforzare la dimensione europea e internazionale del proprio impegno nell’ambito di Rural Voices 2030 – Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection.
Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma DEAR – Development Education and Awareness Raising, coinvolge un partenariato internazionale di 12 Paesi e promuove il protagonismo delle giovani generazioni delle aree rurali nella tutela del suolo e nella costruzione di comunità più inclusive e sostenibili.
Al centro del percorso vi sono due obiettivi strettamente connessi dell’Agenda 2030: la parità di genere (SDG 5) e la tutela della vita sulla terra (SDG 15).
Il Comune di Foligno partecipa al progetto con il supporto di FELCOS, sviluppando iniziative territoriali di educazione alla cittadinanza globale, partecipazione giovanile, dialogo interculturale e valorizzazione delle comunità rurali.
L’incontro di Pollenzo ha inoltre contribuito a rafforzare le sinergie con Slow Food Youth Network (SFYN), partner del progetto Rural Voices 2030, e con Akli Bàladi, creando un ponte tra esperienze di cooperazione decentrata, politiche alimentari locali e percorsi di educazione alla cittadinanza globale.
Costruire futuro significa dare voce alle comunità
A Pollenzo, le esperienze dell’Umbria e della Palestina hanno incontrato le domande e le prospettive di una nuova generazione, dimostrando quanto sia importante creare spazi di dialogo tra territori, istituzioni, università e società civile.
Perché immaginare il futuro dei sistemi alimentari significa anche riconoscere le fragilità, ascoltare le comunità e valorizzare i saperi e le pratiche che nascono dai territori.
Prendersi cura della terra significa prendersi cura delle comunità che la abitano. E costruire futuro significa dare loro voce.
Pagina aggiornata il 13/10/2026





