Foligno – Città dalle strade inzuccherate

Un testo storico consolida la fama di Foligno come città produttrice di confetti

In un Giardinetto di cose spirituali pubblicato a Foligno per i tipi di Agostino Calaldi e Vincenzo Cantagalli, quindi tra gli anni 1563 e 1567, compare, insieme all’abbecedario ed all’Ave Maria, una poesia sulle città d’Italia. Inserita da Paul Van Marle nel 1605 nella sua Cosmografia generale e geografia e da Andrea Scoto nel 1638 nell’Itinerario d’Italia, il testo consolida la fama di Foligno come città produttrice di confetti:

“Fama è tra noi Roma pomposa e santa, / Venetia ricca, saggia e signorile, / Napoli odorifero, e gentile, / Fiorenza bella tutto ‘l mondo canta: / Milano d’esser grande ogn’ hor si vanta / Bologna grassa Ferrara è civile / Padoa forte, Bergamo sottile / Genova di superbia altera pianta. / Verona degna, e Perugia sanguigna, / Brescia l’armata, e Mantova gloriosa, / Rimini buono, e Pistoia sanguigna, / Siena loquace, Lucca industriosa / Forlì bizzarro, e Ravenna benigna, / E Sinigallia da l’aria noiosa; / E Capua amorosa / Pisa pendente, e Pesaro giardino, / Ancona del bel Porto pellegrino: / Fedelissimo Urbino, / Ascoli tondo, e lungo Recanate / Foligno da le strade inzuccherate: / E Son dal Ciel mandate / Le belle Donne da Fano si dice / Ma Modena è de l’ altre più felice.”

Pagina aggiornata il 24/06/2026

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