Cos'è
28 agosto – 5 settembre 2026
47ª edizione Festival Segni Barocchi
Paradisi Perduti
Vanitas vanitatum – Memento mori
Direzione artistica di Daniele Salvo
"Paradisi perduti" è un viaggio dentro l’anima del Barocco, un attraversamento artistico e spirituale che mette al centro il tema della caducità, del limite e della morte come esperienza fondativa della modernità.
Il motto dell’Ecclesiaste – Vanitas vanitatum et omnia vanitas – non è un semplice richiamo iconografico, ma la chiave di lettura di un’intera epoca e, insieme, del nostro presente. Il Barocco nasce da una frattura: la perdita delle certezze, la fine dell’armonia rinascimentale, la consapevolezza della precarietà dell’esistenza. È un tempo che non rimuove la morte, ma la espone; non nasconde l’ombra, ma la illumina. In questa tensione tra splendore e dissoluzione si colloca il percorso del Festival, che intreccia teatro, musica e poesia in un racconto unitario.
“Paradisi perduti” non è una rievocazione storica, ma un’interrogazione del presente. In un tempo che tende a rimuovere la morte, il Barocco la espone. In un tempo che cerca leggerezza, il Barocco offre vertigine. E proprio nella consapevolezza del limite – nella coscienza che tutto è vanità – nasce la possibilità di un’arte più intensa, più necessaria, più viva.
Mercoledì 2 settembre, ore 21:00
Teatro San Carlo
IL SOLE NERO – MICHELANGELO MERISI DA CARAVAGGIO
Regia e scene di Giacomo Andrico, musiche di Claudio Smussi
Michelangelo Merisi da Caravaggio sarà il protagonista dello spettacolo con Danny Bignotti, un intenso corpo a corpo teatrale con l’ombra e con la verità della carne.
Lo spettacolo di Andrico conduce il pubblico nell’atelier di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Attraverso un intenso monologo teatrale, accompagnato dalle musiche originali di Claudio Smussi, emerge un Caravaggio inquieto e visionario, intento a riflettere sull’arte, sulla società del suo tempo e sulle nuove prospettive aperte dalla rivoluzione scientifica galileiana.
Il pittore è ritratto solo, mentre concepisce una rivoluzione pittorica che eleva la “Materia” a entità sacra e viva, non inferiore al motore generatore. Danny Bignotti esplora la visione di Caravaggio, dove un cesto di frutta o la materia minerale possiedono la stessa luce e dignità di una creatura umana. La sua è una pittura che abolisce ogni gerarchia: la luce illumina allo stesso modo un volto, un cesto di frutta, una pietra, un corpo ferito, rivelando la sacralità della materia e la dignità di ogni frammento del reale.
Uno spettacolo che restituisce tutta la modernità di Caravaggio, artista capace di trasformare la caducità dell’esistenza in una straordinaria esperienza di luce, incarnando pienamente lo spirito di Segni Barocchi 2026.
Ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.