Inaugurata mostra “Di nuovo a teatro”

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Sarà visitabile fino al 15 novembre

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03 Ottobre 2026

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Descrizione

E’ stata inaugurata, all’ex teatro Piermarini, la mostra “Di nuovo a teatro” che raccoglie manifesti, locandine, documenti degli spettacoli al Teatro Apollo Piermarini, tra il 1827 e il 1944. Potrà essere visitata fino al prossimo 15 novembre. Sono intervenuti il vicesindaco Riccardo Meloni e gli assessori Alessandra Leoni e Marco Cesaro. Per l’occasione - al Nuovo Cinema Vittoria, dove è stato presentato il progetto complessivo - si sono esibiti per voce e pianoforte, con brani operistici dal repertorio delle opere andate in scena al Teatro Apollo-Piermarini tra XIX e XX secolo, gli allievi del conservatorio “Morlacchi” di Perugia.
I documenti presentati in questa mostra provengono principalmente da due importanti raccolte conservate alla biblioteca comunale di Foligno: il Fondo Antonio Mancinelli (1827–1913) e il Fondo Bruno Loreti (1894–1932), fondamentali per la ricostruzione della storia del Teatro Apollo-Piermarini e della vita culturale cittadina fra Ottocento e Novecento.
Attraverso manifesti, fotografie, programmi di sala, libretti, dediche autografe, articoli di giornale e documenti relativi agli spettacoli, questi fondi restituiscono le tracce dell’intensa attività artistica che animò il teatro per oltre un secolo.
La mostra, curata da Marianna Lucarini, espone le riproduzioni a grandezza reale di circa 100 documenti, su oltre 1700 documenti digitalizzati, concentrandosi in particolare sul materiale pubblicitario degli spettacoli.
La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì, dalle 16.30 alle 19.30/sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30.
Il materiale a stampa contenuto nei Fondi bibliotecari Loreti e Mancinelli, per esigenze di divulgazione ma anche di conservazione e tutela dei documenti originali, è stato digitalizzato grazie all’investimento PNRR “Piattaforme e strategie digitali per l’accesso al patrimonio culturale”, tramite la gestione della Regione Umbria - Servizio "Valorizzazione risorse culturali, Musei, archivi e biblioteche”.
L’esposizione nasce dai risultati raccolti nel corso di due progetti di ricerca “Dicolab” realizzati nell'ambito di Dicolab. Cultura al digitale, il programma formativo promosso dal Ministero della Cultura – Digital Library nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, realizzato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU.
Lo studio, che ha riguardato in particolare i Fondi Loreti e Mancinelli, è stato condotto dai ricercatori Marianna Lucarini e Giovanni Meriani, in collaborazione tra il Comune di Foligno – Biblioteca comunale “Dante Alighieri” e il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università di Roma Tre, direttore Luca Aversano e professori Mariateresa Arfini e Matteo Giuggioli.
LA STORIA
Il Teatro Apollo Piermarini rappresentò per oltre un secolo uno dei principali luoghi della vita culturale e sociale di Foligno.
La sua costruzione ebbe inizio nel 1821, quando un gruppo di cittadini promosse la realizzazione di un nuovo edificio destinato a sostituire il più antico Teatro dell’Aquila, ormai inadeguato alle esigenze della città. Luigi Fedeli di Sarnano, proprietario dell’immobile in “via della Fiera” su cui fu edificato il nuovo teatro, disegnò il primo progetto architettonico, poi modificato da Pietro Ghinelli di Senigallia.
Inaugurato il 1° settembre 1827 con la Semiramide di Gioachino Rossini, il teatro venne dedicato ad Apollo, dio della musica e delle arti.
La nuova struttura divenne rapidamente uno spazio centrale della vita cittadina. La gestione era affidata all’Accademia del Teatro Apollo, composta dai proprietari dei palchi, che si occupava dell’organizzazione delle stagioni e della conservazione dell’edificio.
Nel corso dell’Ottocento il Teatro ospitò quasi ininterrottamente stagioni liriche, spettacoli di prosa, accademie musicali e feste pubbliche, inserendosi nei circuiti teatrali nazionali pur mantenendo una forte dimensione cittadina. I documenti conservati presso l’Archivio di Stato testimoniano la complessa organizzazione della vita teatrale: regolamenti disciplinari, estrazioni annuali dei palchi, norme sul comportamento del pubblico e disposizioni rivolte ad artisti, musicisti e spettatori.
Il Teatro passò gradualmente sotto la gestione comunale a seguito di una parziale vendita nel 1869, mentre nel 1891 fu intitolato all’architetto folignate Giuseppe Piermarini, progettista del Teatro alla Scala di Milano.
Nel Novecento la sua storia fu segnata da numerosi problemi strutturali, restauri, cambi di gestione e progressive difficoltà economiche. Dopo alterne vicende e diversi periodi di chiusura, il Teatro Piermarini venne distrutto da un bombardamento durante la Seconda guerra mondiale, il 16 maggio 1944.
Dell’edificio originario resta oggi soltanto la facciata su Corso Cavour e lo spazio definito dalla piazza Piermarini, dove una volta si trovavano i palchi, la platea e il palcoscenico.
LA PARTICOLARITÀ DEI QUADERNI TEATRALI DEL FONDO MANCINELLI
A partire dagli anni ’10, l’erudito locale Antonio Mancinelli (Jesi 1842-Foligno 1918) si dedicò alla realizzazione di una serie di quaderni documentari sulla storia e sulle attività del Teatro Apollo Piermarini.
Mancinelli svolse il suo lavoro ricopiando a mano documenti di tipologia varia: dai testi di recensioni apparse sui quotidiani locali, ai contratti di compravendita del Teatro; dai verbali delle sedute del Consiglio Comunale ai resoconti delle adunate dell’Accademia. Accanto a questa mole di testi, si trovano anche fonti di ogni tipo allegate direttamente ai quaderni: libretti d’opera cuciti alla rilegatura, manifesti di tutti i formati incollati e ripiegati fra le pagine, stampe encomiastiche per cantanti e altri artisti prodotte dalle tipografie locali. E inoltre documenti di censura, atti notarili, annunci di assegnazione dei palchi, numeri di periodici.
I documenti, sia quelli copiati che quelli direttamente allegati ai quaderni, provengono da una varietà di archivi cittadini, come l’Archivio Comunale, l’Archivio di Censura e l’Archivio del Teatro (distrutto anch’esso dai bombardamenti della seconda guerra mondiale), oltre che dalla collezione privata dello stesso Mancinelli, fervente filodrammatico.
Quel che risulta da questa particolarissima operazione di raccolta ragionata è una sorta di “archivio ideale”, che non solo informa sulle attività del Teatro, ma restituisce qualcosa di più: attraverso la storia di ogni documento, possiamo ricostruire una visione prismatica della vitalità culturale di Foligno nell’Ottocento e nel primo Novecento, letteralmente nascosta “in bella vista” fra le carte di questi quaderni.
Il Melodramma a Foligno
Nel corso dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, il Teatro Apollo-Piermarini fu uno dei principali centri di diffusione del melodramma in Umbria. Il repertorio rappresentato a Foligno seguiva da vicino le trasformazioni del gusto musicale nazionale, alternando grandi titoli della tradizione italiana alle novità provenienti dai maggiori teatri europei.
Fra le opere più significative messe in scena al Piermarini figurano La bohème di Giacomo Puccini, rappresentata durante il carnevale del 1897-1898 e nuovamente nell’estate del 1919 e del 1929; Aida di Giuseppe Verdi, allestita nel 1898 e poi ancora nel 1924; Mignon, rappresentata nel carnevale del 1899-1900; il Lohengrin di Richard Wagner, portato in scena nel settembre 1908 in occasione delle celebrazioni dedicate a Giuseppe Piermarini.
La presenza del Lohengrin costituisce un episodio particolarmente significativo nella storia musicale del teatro folignate. Dopo la storica diffusione del repertorio wagneriano in Italia nella seconda metà dell’Ottocento, anche Foligno accolse l’opera con una produzione di grande impegno artistico e organizzativo: la rappresentazione coinvolse cinquanta coristi, cinquantaquattro professori d’orchestra e artisti provenienti dai principali circuiti lirici italiani.
Le produzioni melodrammatiche richiedevano un notevole sforzo economico e organizzativo. Attorno agli spettacoli si muovevano cantanti, maestri concertatori, orchestrali, tecnici, coristi, scenografi e impresari, trasformando il teatro in un vero centro produttivo della vita culturale cittadina. I documenti conservati nei fondi Mancinelli e Loreti testimoniano la continuità e la varietà di questa attività, restituendo l’immagine di un teatro profondamente inserito nei circuiti musicali nazionali.
Attraverso il melodramma Foligno partecipava ai grandi movimenti artistici del proprio tempo, condividendo repertori, interpreti e modelli spettacolari con i maggiori teatri italiani.
Personaggi celebri
Questa sezione è dedicata alle grandi personalità dello spettacolo che, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, si esibirono sul palcoscenico del Teatro Apollo–Piermarini. Compositori, attori e attrici di fama nazionale contribuirono a trasformare il teatro folignate in uno spazio profondamente inserito nei circuiti culturali, capace di accogliere alcune delle figure più rappresentative del melodramma, della prosa e del varietà.
La presenza di artisti come Pietro Mascagni, Ermete Zacconi, le sorelle Irma ed Emma Gramatica, Edvige Reinach, Amedeo Chiantoni e Pippo Tamburri testimonia la vitalità culturale del Piermarini e la sua capacità di dialogare con le grandi trasformazioni della scena teatrale italiana.
Attraverso tournée, rappresentazioni liriche, drammi veristi, commedie borghesi e spettacoli popolari, il pubblico folignate entrò in contatto con alcune delle esperienze artistiche più innovative dell’epoca.
Locandine, programmi di sala, fotografie, recensioni e documenti conservati nei fondi Mancinelli e Loreti ricostruiscono una rete di relazioni artistiche che collegava Foligno ai principali centri teatrali italiani.
Gli artisti locali
La storia del Teatro Apollo-Piermarini non fu costruita soltanto dai grandi interpreti del melodramma o dalle compagnie di fama nazionale, ma anche da una fitta rete di artisti, attori e filodrammatici legati alla città di Foligno. Attraverso spettacoli di prosa, recite amatoriali, stagioni popolari e iniziative cittadine, queste figure contribuirono in modo decisivo alla continuità della vita teatrale locale.
In questo contesto operarono interpreti e organizzatori come Pietro Pesci-Feltri, attore e successivamente gestore del teatro fra gli anni Venti e Trenta, impegnato nel mantenimento delle attività del Piermarini in una fase particolarmente complessa della sua storia.
Accanto a lui si distinsero numerosi protagonisti della Filodrammatica Folignate e delle compagnie locali, fra cui Marianna Cappellini Natali, Maria Anna Natali, Ines Tradardi, Fernando Mancini, Dante Raschi ed Ezebina Ercolani. Le loro attività testimoniano l’esistenza di un tessuto teatrale cittadino vivace e diffuso, capace di animare il Piermarini ben oltre le stagioni ufficiali e di rendere il teatro un luogo profondamente radicato nella vita quotidiana della città.
Arte varia e cinema
Il Teatro Apollo-Piermarini ospitò una grande varietà di spettacoli ed eventi. Accanto ai grandi melodrammi e alle compagnie teatrali, il pubblico folignate assistette ad esibizioni acrobatiche, numeri di illusionismo, prestidigitazione, magia e arte varia.
Negromanti, illusionisti, saltimbanchi, musicisti e artisti itineranti contribuirono a rendere il Piermarini un luogo di svago popolare e di curiosità collettiva, capace di attirare pubblici diversi e di rispondere ai gusti mutevoli della società del tempo. Questi spettacoli, spesso considerati “minori” rispetto all’opera o alla prosa, rappresentavano una componente fondamentale della programmazione teatrale e della vita culturale cittadina.
Manifesti, cronache e documenti conservati nei fondi testimoniano la varietà e la ricchezza di queste presenze sceniche, restituendo l’immagine di un teatro vivo, attraversato non solo dall’alta cultura, ma anche dalle forme più popolari e sorprendenti dello spettacolo.

cr (inaugappierm)

Ultimo aggiornamento

03/10/2026, 23:06

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