Segni Barocchi | Vanità (delle vanità) – Venerdì 4 settembre, ore 21, Auditorium San Domenico

Dettagli della notizia

Prima rappresentazione assoluta. Musica e libretto di Marco Podda

Data:

02 Settembre 2026

Tempo di lettura:

Descrizione

28 agosto – 5 settembre 2026

47ª edizione Festival Segni Barocchi
Paradisi Perduti

***

Venerdì 4 settembre, ore 21:00
Auditorium San Domenico

VANITÀ (DELLE VANITÀ)
Dramma per musica, in un quadro e due scene
Prima rappresentazione assoluta

 

Libretto e musica di Marco Podda
Martina Tragni, soprano (Beatrice) – Giulia Diomede, mezzosoprano (Morte)
Giorgio Di Giorgi, flauto – Marco Masini, clarinetto – Domenico Lazzaroni, trombone – Daniel Ciacchi, percussioni – Daniele Bonini, pianoforte – Stefano Furini, konzertmeister – Pamela Tempestini, violino secondo – Benjamin Bernstein, viola – Paolo Monetti, contrabbasso

“Vanità (delle vanità)”, commissionata per l’edizione 2026 del Festival Segni Barocchi di Foligno, è un dramma per musica, in un quadro e due scene, per due personaggi femminili (soprano e mezzosoprano), danzatori (ad libitum) ed ensemble musicale.

Composto in uno stile “neobarocco”, utilizza stilemi scritturali e formali del barocco italiano e attinge a tipiche figure allegoriche e contrasti drammatici propri della musica del XVI e XVII secolo, seppur rivisitati alla luce di tutte le esperienze del teatro musicale moderno e contemporaneo e soprattutto del percettivismo.

Per il libretto le derivazioni sono il legame tra il Qohelet, il motivo de "La morte e la fanciulla" di Matthias Claudius e l'esistenzialismo moderno (da Kierkegaard a Sartre e Camus) che risiede nel nucleo stesso della filosofia di questi pensatori: l'uomo (qui nella sua accezione più sensibile e cioè la donna) gettato in un mondo privo di risposte certe, costretto a fare i conti con il limite, il tempo e l'assurdo.

Beatrice, giovane e nobil dama, nel silenzio notturno della stanza si accorge di un’inquietante presenza: è la Morte che viene a prenderla. Presa dalla disperazione tenta di giustificare in ogni modo la condotta della sua vita per evitare il suo destino. Nessuna ragione addotta riesce però ad addolcire la Morte che smantella argomentazione su argomentazione e dimostra come tutta la vita della nobil dama sia stata guidata dalla vanità, persino nelle opere in apparenza pie.

Beatrice nell’accettazione della fine scopre infine il perdono e in una danse macabre conclusiva finisce il tempo e comincia l’eterno (Marco Podda).

 

Ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.


Biografia

“La figura del musicista-medico ha precedenti illustri (in Italia, Giuseppe Sinopoli ne è un esempio di tragica grandezza), ma il “caso Podda” è probabilmente unico oggi in Italia per equilibrio tra le due collocazioni professionali, e tanto più rilievo ha l’evidente circostanza che le due professioni sono un realtà una sola, il cui centro è sempre e comunque la voce e il suono” (Quirino Principe, Infinito microcosmo, 2014).

Diplomato come contratenore al Conservatorio G. Tartini di Trieste e compimento medio di chitarra classica con Ennio Guerrato, ha studiato canto con Dietrich Schneider e Renèe Jacobs, composizione con Andrea Giorgi, direzione corale con Hans Ludwig Hirsch. Laureato in Medicina e Chirurgia, è specializzato in Otorinolaringoiatria e in Foniatria con il massimo dei voti e la lode. È consulente foniatrico di vari teatri. Ha insegnato Anatomo-fisiologia della comunicazione orale all’Università degli Studi di Trieste dove attualmente è docente del corso di Voce artistica; tiene corsi e masterclass della comunicazione vocale e della sonorizzazione. Ha coadiuvato Giorgio Pressburger nei corsi di “Musica per il teatro” al DAMS di Gorizia. È fondatore e direttore della “Cappella Tergestina” e del “Kol Ha-Tikvà”, che ha diretto in oltre 300 concerti in Austria, Slovenia, Germania e Francia. Corposa è la produzione di musica di scena, con oltre 75 spettacoli in 30 anni di attività, tra cui L'adulatore di Giorgio Pressburger, Sette a Tebe di Jean-Pierre Vincent, Wordstar(s) di Giuseppe Marini, Edipo re di Daniele Salvo. Nel 2015, in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, è stata rappresentata, presso il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, la prima assoluta de Il Canto - Rapsodia lirico sinfonica per soli, coro e orchestra, con testi tratti dallo Shir Ha-Shirim. Nel 2016 è stata eseguita presso il Teatro Giuseppe Verdi di Trieste la sua elegia sinfonica Ein Jeder Engel ist schrecklich per coro femminile ed orchestra su testi di Rainer Maria Rilke, diretto da Beatrice Venezi. Nel 2018 è stato eseguito il concerto per orchestra d’archi Viator, paradigmi per archi, commissionato dall’Orchestra Busoni e diretto da Massimo Belli per le Mattinate Musicali Internazionali a Trieste. Nel 2018 è stato eseguito Requiem per basso, coro femminile ed orchestra diretto da Francesco Castellana a Trieste. Nel 2019 è stato eseguito a Trieste dall’Orchestra de Sabata il suo Jonas, oratorio per soli, coro e orchestra. Nel 2019 è stato eseguito Chorós, concerto per soli, coro e orchestra, all’interno del Festival Amenanos presso il Teatro Antico di Catania. Nel 2019 è andata in scena la sua prima opera Donna di Veleni, nuova commissione della Fondazione Teatro Coccia di Novara, su libretto di Emilio Jona e per la regia di Alberto Jona. Nel 2020 è andata in scena presso il Teatro Coccia di Novara l’opera Cassandra (in te dormiva un sogno) su libretto di Daniele Salvo e Giulia Diomede e per la regia di Daniele Salvo, da cui è tratto l’omonimo film. Nel febbraio 2023 è stato eseguito Ossa spezzate, quadro musicale-drammatico per voce, archi e pianoforte, su commissione delle Serate Musicali, presso la sala Puccini del Conservatorio Verdi di Milano. Da dicembre 2023 a marzo 2024 è andata in scena la sua nuova opera, L’oro del diavolo, commissionata dal Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, per la regia di Oscar Cecchi. A settembre 2025 la prima de Il sogno di Scipione è stata presentata al Teatro San Carlo di Foligno, su commissione del Festival Segni Barocchi. A febbraio 2026 è andata in scena, presso il Teatro Rossetti di Trieste, Tanto Lontana Terra, Suite Anfisonora per la regia di Paolo Valerio, autore anche dei testi. Le pubblicazioni delle sue opere sono stata acquisite e vengono custodite presso la Biblioteca Federale degli Stati Uniti e Presso la Biblioteca Nazionale Elvetica. Il catalogo delle sue composizioni annovera oltre 200 numeri di opus di cui oltre 50 editi a stampa da diverse case editrici, tra cui Sconfinarte, Carrara, Pizzicato Verlag Helvetia, Da Vinci publishing distribuito da Hall Leonard.


Ultimo aggiornamento

03/09/2026, 09:15

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri
Salta al contenuto