Descrizione
Il vicesindaco Riccardo Meloni, con delega al bilancio e ai tributi, è intervenuto dopo l’approvazione dell’assestamento di bilancio avvenuto nell’ultima seduta consiliare.
“Con l’approvazione dell’assestamento, è stato preso atto del bilancio positivo delle recenti attività di recupero dell’evasione sui tributi locali TARI e IMU portate avanti dall’Amministrazione Comunale. Negli ultimi anni, l’azione capillare condotta dall’ufficio tributi ha permesso di recuperare ingenti somme, sottolinea Meloni. In particolare nel 2025 sono stati recuperati complessivamente quasi due milioni di euro; per la precisione, 1.965.344,09 euro di somme non versate o non dichiarate. Tale importo per l’anno 2024 era di 1.786.117,24 euro e nel 2023 di 1.216.522,53 euro. Si è quindi registrato un incremento degli incassi di circa 748mila euro pari al 60 per cento in più rispetto al 2023. Quindi il trend è in continua crescita e questo garantirà, per il futuro, una maggiore equità fiscale, la tutela di chi ha sempre pagato le tasse e il recupero di risorse preziose da reinvestire nei servizi per la comunità. Le principali attività svolte nel 2025 riguardano l’emissione di 2.409 accertamenti esecutivi per omessa e infedele dichiarazioni e omesso versamento di IMU, di 8292 solleciti della TARI relativi al 2024 ed altre azioni mirate alla lotta all’evasione. Il risultato è stato ottenuto grazie a un importante lavoro di bonifica e aggiornamento delle banche dati comunali, affiancato dall’incrocio dei vari dati. Combattere l’evasione fiscale - continua il vicesindaco - significa prima di tutto ristabilire un principio di equità sociale: da ora per gli evasori diventa difficile farla franca. Su questo punto mi pregio di poter affermare e dimostrare che i risultati della lotta all’evasione hanno consentito di destinare, per il 2026, una cifra di quasi 280mila euro alla riduzione del Piano Economico Finanziario della TARI permettendo una mitigazione dell’incremento della tassa della TARI. Una quota nettamente superiore rispetto al 2025 che era di appena superiore a 50mila euro. Ricordo inoltre che il Comune può intervenire nella definizione del Piano Economico finanziario solo per i costi di competenza dell’Ente pari a poco più del 10 per cento dell’intero ammontare. Il costo del servizio dei rifiuti che viene corrisposto al gestore, pari a quasi il 90 per cento del valore del PEF, è influenzato da una serie di elementi esterni ai Comuni. Al riguardo è utile evidenziare che esiste una netta separazione tra le competenze programmatiche e strategiche della Regione e quelle gestionali assegnate agli Enti locali. La Regione individua gli indirizzi strategici, gli obiettivi di sostenibilità, l’eco-fiscalità e gli strumenti pianificatori generali. Poi c’è AURI a cui spetta tra le altre funzioni, l’elaborazione e l’approvazione del Piano d’Ambito e la regolazione delle tariffe di conferimento agli impianti. Tutti elementi, questi, che impattano sulla definizione del costo del servizio e sui quali il Comune non ha competenza”.
cr (assMEL)