Sulla carrozza che doveva riportarlo definitivamente a Foligno, sullo scorcio del 1798, l'Imperial Regio Architetto Giuseppe Piermarini era accompagnato dalla cassa contenente i suoi preziosi disegni, più di 600. Alcuni mesi prima aveva subito il furto di alcuni oggetti personali ed era ancor più circospetto nei confronti di quel patrimonio che rappresentava il lavoro di una vita.

Giuseppe Piermarini era giunto a Milano insieme a Luigi Vanvitelli, chiamato per la costruzione del Palazzo Regio Ducale, nell'aprile del 1769. Subentrerà nell'incarico al maestro e verrà nominato Imperial Regio Architetto, divenendo così il 'maestro di stile' del volto illuminato della Lombardia. Trent'anni di indefesso lavoro nel campo pubblico, soprattutto, ma anche in quello privato, in cui lascerà i segni di un equilibrio formale: razionalità, eleganza, misura, ravvivate appena da sottili ombre pittoriche.

La sistemazione di Palazzo Regio Ducale, la riqualificazione del vecchio 'Verzaro', la valorizzazione delle aree intorno a Porta Orientale, la sistemazione dei giardini pubblici, i teatri, gli edifici per il governo e l'amministrazione, gli edifici per l'assistenza e l'istruzione, i palazzi cittadini, le ville dei dintorni.

Nel maggio 1798 Giuseppe Piermarini, caduto in disgrazia politica e sostituito nel suo incarico di architetto governativo dal Canonica, si dimette da Brera. Vivrà a Foligno dove era nato nel 1734 fino al 18 febbraio 1808. Dieci anni di meritato riposo.